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MONDO - Uranio e combustibile
11-07-2012
Riconvertite 450 tonnellate di uranio delle bombe russe
Ha raggiunto la quota di 450 tonnellate di uranio, pari a 18.000 testate atomiche, il programma "Megatons to Megawatts", il progetto congiunto fra Russia e Stati Uniti per riciclare l'uranio delle bombe atomiche russe dismesse e ricavarne combustibile per le centrali nucleari americane.
Lo ha annunciato un comunicato della United States Enrichment Corporation (Usec), la società americana che gestisce il progetto. Il programma è ora completo al 90%: il totale finale previsto è di 500 tonnellate, pari a 20.000 testate atomiche, e sarà raggiunto nel 2013.
L'accordo era stato firmato nel 1995 dall'Usec e dalla società statale russa Tenex. Da allora il combustibile ricavato dalle bombe russe ha generato fino al 10% dell'elettricità prodotta negli Stati Uniti.
Il programma "Megatons to Megawatts" viene spesso citato come una versione moderna e tecnologica dell'incitamento del profeta Isaia a «trasformare le spade in aratri»: la stessa lama che serviva per uccidere può essere usata per il benessere della popolazione. Il vantaggio dell'operazione è doppio: come ha dichiarato John Welch, presidente dell'Usec, «per quasi 20 anni il programma ha costituito una fonte affidabile di combustibile per le centrali nucleari, e allo stesso tempo ha ridotto la quantità rimanente al mondo di uranio ad alto arricchimento adatto all'uso bellico».
Quando scadrà il contratto, però, le autorità russe stanno valutando l'eventualità di non rinnovarlo: continueranno a trasformare l'uranio delle bombe in combustibile per i reattori, ma senza più l'esclusiva con gli americani. Nel frattempo gli Stati Uniti stanno valutando di ricavare combustibile anche dal plutonio delle bombe americane.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



