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MONDO - Industria/economia
14-07-2010
Nuova joint venture per i piccoli reattori modulari

I piccoli reattori modulari, una delle grandi speranze dell'industria nucleare americana, saranno presto una realtà. Una nuova joint venture fra Bechtel e Babcock & Wilcox si propone di consegnare il primo reattore operativo nel 2020. In base all'accordo, la Babcock & Wilcox gestirà la progettazione e il collaudo, mentre la Bechtel si occuperà del coordinamento generale e della costruzione.
Il modello, che si chiamerà mPower, sarà di terza generazione avanzata e avrà una potenza di 125 MW: la sua utilizzazione è prevista soprattutto in blocchi di 4-6 unità per formare centrali da 500-750 MW. La caratteristica della modularità li rende infatti particolarmente adatti per aggiungere potenza alle centrali in caso di maggiore richiesta. In alternativa potranno essere usati singolarmente in zone isolate o con reti locali ridotte.
Le piccole dimensioni saranno un grande vantaggio anche dal punto di vista della logistica: i reattori, dal diametro di pochi metri, saranno costruiti interamente in fabbrica e poi trasportati via treno fino al sito scelto per la centrale.
«Questa alleanza dimostra l'accresciuto impegno da parte dell'industria americana per affrontare la sfida sempre più urgente dei cambiamenti climatici in modo pratico ed economico, con la tecnologia dei reattori modulari. Grazie a questo progetto potremo garantire maggiori certezze per quanto riguarda tempi e costi dei programmi nucleari», ha dichiarato Chris Mowry, presidente della Babcock & Wilcox Nuclear Energy.
«Questa joint venture segna un punto di svolta nella storia dell'industria nucleare, con la potenzialità reale di cambiare le carte in tavola: renderà l'energia nucleare più accessibile alle società elettriche e più affidabile per i consumatori», ha aggiunto Jack Futcher, presidente della divisione affari energetici della Bechtel.
Già prima della nuova joint venture, il progetto di reattore modulare della Babcock & Wilcox aveva suscitato un forte interesse: un accordo per commercializzarlo negli Stati Uniti è stato firmato il 17 febbraio da tre grandi società - Tennessee Valley Authority, First Energy e Oglethorpe Power.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



