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20-07-2010

Regno Unito: il nucleare è essenziale per ridurre le emissioni



Regno Unito: il nucleare è essenziale per ridurre le emissioni

Il Regno Unito si è posto traguardi ambiziosi per quanto riguarda le riduzioni di emissioni di gas serra: se vuole raggiungerli, deve riformare il proprio settore energetico per favorire gli investimenti privati nel nucleare.

È la conclusione di uno studio realizzato dalla società di consulenza KPMG e commissionato dalla società energetica tedesca RWE, interessata alle prossime centrali britanniche tramite una joint venture con l'inglese Horizon Nuclear Power.

Il governo britannico aveva lanciato il suo piano nel marzo 2007, con obiettivi vincolanti: ridurre le emissioni del 26-32% entro il 2020, e del 60% entro il 2050. Proprio queste cifre, secondo la KPMG, richiedono una programmazione energetica più chiara di quella attuale: in particolare il rapporto mette l'accento sulla necessità di garantire ai privati un investimento nel nucleare senza rischi: «Gli attuali interventi del governo per le fonti di energia pulite sono incoerenti l'uno con l'altro: la creazione di un mercato più strutturato per favorire l'elettricità a basse emissioni potrà far sì che proseguano gli investimenti nel nucleare e nelle energie rinnovabili».

«L'energia nucleare è la fonte di elettricità più economica fra quelle a basse emissioni di gas serra, e deve giocare un ruolo centrale in un mix energetico affidabile. La nostra ricerca indica però che sono necessari cambiamenti radicali nel mercato dell'elettricità per assicurare i grandi investimenti richiesti dall'industria nucleare», ha spiegato Richard Noble, responsabile della KPMG per il settore energetico europeo.

Fra le soluzioni, la ricerca non prende in considerazione lo stanziamento di sussidi governativi, in base a quanto stabilito dalla nuova coalizione di governo guidata da David Cameron: fra i mezzi suggeriti cita meccanismi come obbligazioni commercializzabili o incentivi sul tipo del Conto energia. Quello che è sicuro è che «per una transizione a un sistema energetico a basse emissioni servono decisioni in tempi rapidi».



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