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21-07-2010

ITER parla sempre più italiano



ITER parla sempre più italiano

Se l'industria italiana era un tempo all'avanguardia nel campo della tecnologia nucleare, dopo la chiusura delle centrali non è rimasta tagliata fuori. Lo dimostrano le commesse aggiudicate a consorzi italiani per il reattore internazionale sperimentale a fusione ITER, che sorgerà a Cadarache (Francia).

L'Enea, insieme alla Criotec Impianti, esperta nella realizzazione di componenti operanti alle bassissime temperature, e alla Tratos Cavi, leader a livello internazionale nella produzione di cavi elettrici, elettronici e a fibre ottiche, si è aggiudicata la gara da 49 milioni di euro per la fornitura di cavi superconduttori per la costruzione dei magneti del reattore: «La fornitura del più costoso e strategico componente del reattore sperimentale ITER», secondo il comunicato dell'Enea.

La commessa avrà la durata di 5 anni e sarà gestita da un consorzio chiamato ICAS (Italian Consortium for Applied Superconductivity), che sarà coordinato dall'Enea. Con la stessa gara, il consorzio italiano si è aggiudicato anche la commessa per le stesse componenti per il reattore giapponese JT-60SA.

Intanto, sempre per il reattore ITER, il CESI (Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano) si è aggiudicato un contratto da 2,4 milioni di euro per attività di quality assurance e quality control per i componenti elettrici e di elettronica di potenza.

Il reattore ITER sarà terminato nel 2017 e avrà lo scopo di dimostrare la fattibilità scientifica e tecnologica della produzione di energia dalla fusione nucleare, a differenza di tutti i reattori in attività al mondo, basati sulla fissione. Il progetto internazionale, con un budget di 10 miliardi di euro, vede la partecipazione di Unione Europea, Stati Uniti, Russia, Giappone, Cina e Corea del Sud.

Paolo Gangemi



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