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ITALIA - Industria/economia
23-07-2010
La Westinghouse insiste per le centrali italiane

La società americana Westinghouse, una delle principali produttrici di reattori nucleari al mondo, ricandida con forza il proprio modello AP1000 per le centrali nucleari italiane. «Riteniamo che l'impianto AP1000 sia la soluzione migliore per le ambizioni nucleari italiane», ha dichiarato Gary Shuttleworth, responsabile dei progetti in Europa della Westinghouse.
L'occasione è stata la visita, il 21 luglio, del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e del sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia alla sede del gruppo americano di Pittsburgh (Stati Uniti orientali): agli esponenti del governo italiano sono stati illustrati i programmi aziendali per l'Europa e l'esempio della Cina: quattro reattori AP1000 in costruzione, di cui il primo entrerà in attività nel 2013.
L'obiettivo del piano italiano di ricavare dall'energia nucleare il 25% dell'elettricità nazionale presuppone almeno otto centrali. Per le prime quattro la joint-venture Enel-Edf ha già scelto il modello francese EPR, ma la seconda cordata, formata dalla società francese GdFSuez e dalla tedesca E.ON, non si è ancora pronunciata: è proprio su questa seconda tornata che si concentra la strategia della Westinghouse. La società americana infatti collabora già a livello internazionale sia con la GdFSuez sia con la E.ON.
In ambito italiano, le collaborazioni più intense sono con Ansaldo Nucleare, che potrebbe aumentare notevolmente la sua partecipazione al programma nucleare italiano. A questo proposito Shuttleworth ha aggiunto: «Puntiamo a estendere nel tempo le partnership già esistenti e a crearne di nuove con le società italiane con le quali già cooperiamo».
La visita americana di Saglia e Prestigiacomo ha fatto tappa anche a Washington dove, in margine al Forum internazionale sull'energia, l'ISPRA (Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale) ha firmato un accordo sulla sicurezza nucleare: il terzo per l'Italia, dopo quelli stipulati con la Francia e la Slovenia.
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