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Usa: 15 milioni di dollari per la formazione sul nucleare
MONDO - Formazione/comunicazione
26-07-2010
Tutti insieme (o quasi) per la formazione
L'energia nucleare ha bisogno di una nuova generazione di scienziati e tecnici per il prossimo futuro. Lo hanno capito numerosi governi in tutto il mondo: dagli Stati Uniti, Paese leader della tecnologia nucleare, fino ai Paesi in via di sviluppo, come l'India, orientati a espandere il proprio settore nucleare.
Il Dipartimento dell'Energia americano ha annunciato l'8 luglio uno stanziamento, attraverso il Nuclear Energy University Program, di oltre 18 milioni di dollari (14 milioni di euro) per la formazione e la ricerca nucleare, così suddivisi: 13 milioni per le infrastrutture e 5 milioni in borse di studio e fondi di ricerca.
La decisione fa parte di una serie di iniziative decise dal segretario all'energia Steven Chu (nella foto): «Far ripartire l'industria nucleare americana è una parte fondamentale del nostro sforzo per creare un'economia a basse emissioni di gas serra. Per assicurare la leadership americana nell'industria nucleare globale abbiamo bisogno per il futuro di una forza lavoro capace: questo investimento garantirà ai nostri studenti le risorse necessarie per far progredire l'energia nucleare e mantenere gli Stati Uniti all'avanguardia», ha commentato Chu. Dal 2008, il Dipartimento dell'Energia ha stanziato oltre 80 milioni di dollari (62 milioni di euro) per il Nuclear Energy University Program.
Il 20 luglio, poi, il Dipartimento dell'Energia atomica indiano ha bandito 20 borse di studio all'anno per programmi di ricerca e sviluppo di energia nucleare, rivolte a studenti post-dottorato di ingegneria e scienze.
Alla fine di giugno intanto l'Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC), l'ente britannico per il finanziamento ai progetti universitari di ricerca di fisica e ingegneria, ha stanziato 1,75 milioni di sterline (2 milioni di euro) per un programma di ricerca sul miglioramento dei materiali usati nei reattori nucleari.
Il programma, rivolto allo studio dei materiali in condizioni estreme di temperatura, radioattività e ambienti chimici, sarà portato avanti da un consorzio di 6 enti universitari, guidato dalla Open University.
Secondo Mike Fitzpatrick, docente di ingegneria dei materiali alla Open University, conoscere meglio il comportamento sul lungo periodo dei materiali è cruciale, data la richiesta di centrali nucleari che abbiano una durata di attività programmata sempre maggiore.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



