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26-07-2010

Continua a crescere il favore degli svedesi per il nucleare



Continua a crescere il favore degli svedesi per il nucleare

La svolta nucleare della Svezia, che il 17 giugno ha autorizzato la costruzione di 10 nuovi reattori in sostituzione di quelli che termineranno l'attività, è stata accolta molto positivamente dalla popolazione. La percentuale degli svedesi a favore dell'energia nucleare infatti continua a crescere, e a luglio ha toccato un nuovo record: 72% favorevoli, contro il 28% di contrari. Lo rivela un sondaggio condotto dalla società specializzata United Minds.

Il consenso più vasto, con valori superiori all'80%, si registra fra i simpatizzanti dei partiti di centro-destra al governo, che hanno dato il via libera alle nuove centrali. Ma anche fra i sostenitori dell'opposizione socialdemocratica il nucleare riscuote due terzi dei favori: 66% contro 34%. Ancora più numerosi i consensi nella confederazione sindacale Landsorganisationen: 71%. Perfino fra gli ambientalisti l'opposizione al nucleare vacilla. Se infatti i verdi restano l'unico partito con una base contraria, lo scarto è ormai molto ridotto: 55% contro il 45% di ecologisti nuclearisti.

Per quanto riguarda la divisione in generi, gli uomini si confermano in media più filonuclearisti delle donne, come da tradizione in Svezia e in molti altri Paesi.

«È evidente che la decisione di sostituire i reattori ha un vasto consenso. Solo una piccola minoranza vorrebbe chiuderli e basta», ha commentato Carl Hamilton, portavoce del Partito Liberale per le questioni economiche.

La storia della Svezia nei confronti dell'energia nucleare è esemplare. Gli svedesi, da sempre particolarmente sensibili alle questioni ecologiche, sono stati i primi, nel 1980, a pronunciarsi con un referendum (non vincolante) per la chiusura entro il 2010 di tutti i 12 reattori allora in funzione. In seguito però l'opinione pubblica, motivata soprattutto dalla consapevolezza di dover ridurre le emissioni di gas serra, è gradualmente passata a favore del nucleare, fino al picco attuale. Nel frattempo solo 2 dei reattori sono stati effettivamente chiusi, mentre gli altri 10 forniscono oggi circa la metà dell'elettricità nazionale.



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