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MONDO - Ricerca
28-07-2010
Nuove prospettive per i combustibili alternativi
Fra le varie forme in cui si presenta l'uranio, il nitruro di uranio è una delle più promettenti per l'uso come combustibile nucleare: è un ottimo conduttore termico e ha una temperatura di fusione molto alta. Inoltre ha una grande resistenza: una caratteristica che potrebbe aprire la strada a reattori operanti a temperature più basse.
Insomma, sarebbe un materiale ideale come combustibile per i reattori nucleari, in alternativa all'uranio naturale o all'ossido di uranio, utilizzati nella maggior parte delle centrali. Il problema è che molte sue proprietà sono difficili da studiare perché è complicato separare le sue molecole, e quindi osservarlo in forma "pura".
Ora una nuova ricerca ha trovato il "grimaldello" per schiudere queste molecole ritrose agli occhi degli scienziati. La tecnica, scoperta da un gruppo di ricercatori del Los Alamos National Laboratory (New Mexico) guidati da Robert Thomson, è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Chemistry.
Gli scienziati sono riusciti ad "aprire" le molecole, formate da atomi di uranio e di azoto, esponendole alla luce ultravioletta a una determinata frequenza: i raggi hanno "potato" i legami con gli altri atomi, liberando le molecole di nitruro di uranio. Da ora sarà quindi molto più facile analizzarne le proprietà per un uso come combustibile.
Secondo gli autori, infine, la tecnica usata potrebbe servire anche per riprocessare il combustibile esaurito, riducendo così la quantità e la radioattività delle scorie.
Paolo Gangemi
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