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ITALIA - Politica



24-08-2010

Dobbiamo coinvolgere le Regioni. Anzi no



Dobbiamo coinvolgere le Regioni. Anzi no

La scelta dei siti nucleari italiani dovrà essere fatta in collaborazione con le Regioni: «Il percorso con i territori deve essere di condivisione e non di imposizione militaresca», ha dichiarato il sottosegretario allo sviluppo economico Stefano Saglia nel corso del meeting sul futuro dell'energia organizzato a Rimini il 23 agosto.

La dichiarazione di Saglia, di fatto il numero uno del ministero dopo le dimissioni del ministro Claudio Scajola, non è però frutto di una sua personale convinzione, anzi: è dovuta alla riforma del V titolo della Costituzione, che secondo il sottosegretario «ci ha costretto a inserire nel percorso verso il nucleare anche l'intesa con le Regioni».

Per sostenere questo punto di vista Saglia ha citato anche la Corte Costituzionale, che ha respinto i ricorsi presentati dalle Regioni contro la delega al governo in materia di nucleare. Per questo, nel caso in cui non si trovasse un accordo, il governo potrebbe comunque prendere le sue decisioni e farle valere di autorità, ma per il sottosegretario «è un'evenienza che vorremmo scongiurare».

È stato meno diplomatico Giuliano Zuccoli, presidente del Consiglio di gestione di A2A, che in occasione dello stesso incontro riminese ha affermato: «La scelta dei siti sarà il momento nodale, il punto critico, un passaggio importante. Che deve fare il governo, non certo le amministrazioni locali».

Quello su cui tutti sono d'accordo è la necessità dell'energia nucleare per l'Italia: «Dobbiamo capire che tutte le energie sono essenziali, nucleare compreso. Prendo atto con soddisfazione che su questo c'è in Parlamento una maggioranza più ampia di quella del governo», ha affermato Scajola. «È una forma di energia indispensabile: non inquina, costa poco e chiede investimenti che mettono in moto tutto il Paese», ha rilanciato Zuccoli. «Dobbiamo sviluppare tutte le tecnologie disponibili per ottenere energia ampiamente disponibile e a basso costo», ha aggiunto Fulvio Conti, amministratore delegato di Enel, che ha ricordato l'importanza di un programma nucleare solido e a lungo termine: «Vi immaginate cosa accadrebbe se un cambio di governo fermasse il progetto dopo che è stato avviato?».

Paolo Gangemi



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