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MONDO - Uranio e combustibile
26-08-2010
Uranio più economico per mezzo dei batteri

L'estrazione dell'uranio potrebbe diventare più economica con l'impiego di batteri. I primi risultati positivi della tecnica rivoluzionaria sono venuti dal giacimento di Häggån, in Svezia. Lo ha reso noto con un comunicato la società australiana Aura, che gestisce la miniera.
L'estrazione, secondo l'Aura, è risultata notevolmente più efficiente rispetto alle tecniche tradizionali inorganiche: impiegato su larga scala, il metodo potrebbe fornire uranio a costi inferiori.
Il contributo dei batteri interviene nella fase della cosiddetta lisciviazione, cioè la separazione dei componenti nei minerali grezzi estratti: usando lo zolfo contenuto nei minerali, i batteri realizzano l'acidificazione e l'ossidazione, due passaggi del processo di separazione.
I primissimi esperimenti in laboratorio, condotti nel 2009 al Parker Cooperative Research Centre di Perth (Australia), avevano spinto l'Aura a sperimentare la tecnica "sul campo", cioè in miniera. L'esito è molto promettente anche per ottimizzare il recupero dei minerali di scarto: «I primi dati indicano un'estrazione più efficiente non solo dell'uranio, ma anche di molibdeno, nickel e zinco», ha commentato il direttore esecutivo dell'Aura, Bob Beeson, secondo cui i risultati rappresentano una pietra miliare.
Il giacimento di Häggån contiene riserve di uranio stimate in 112.000 tonnellate. L'Aura sta valutando diverse tecniche estrattive per individuare la migliore, e quella dei batteri è un'ottima candidatura: «Stiamo proseguendo gli studi su questa tecnica, che potenzialmente potrà consentire un regime di lavoro con bassi costi operativi», ha concluso Beeson.
Paolo Gangemi
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