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27-08-2010

Nove coreani su dieci favorevoli al nucleare



Nove coreani su dieci favorevoli al nucleare

Una volta venivano chiamate percentuali bulgare, ma stavolta il dato clamoroso viene da un Paese capitalista: la Corea del Sud, dove 9 cittadini su 10 appoggiano l'energia nucleare. Lo rivela un sondaggio condotto dalla Korea Nuclear Energy Foundation, un ente del Ministero per l'economia della conoscenza.

Più precisamente, l'88,4% degli intervistati si sono detti convinti della necessità di sviluppare l'energia nucleare. Inoltre la maggioranza non nutre grosse preoccupazioni: il 70,2% ritengono l'energia nucleare sicura, e il 53,6% sono convinti che le scorie siano gestite in maniera sicura. Addirittura il 61,1% vorrebbero aumentare il numero già rispettabile di rettori attivi nel Paese (20, più 12 in costruzione).

L'entusiasmo dei coreani è aumentato ulteriormente anche grazie ai recenti trionfi sul mercato, a partire dalla vittoria nel faraonico bando per le centrali degli Emirati Arabi Uniti, nel gennaio 2010. Nel 2009, infatti, i nuclearisti erano "solo" l'84,6% dei cittadini.

«Questo dimostra che esportare reattori non fa bene solo all'economia, ma aumenta anche l'interesse e la fiducia dell'opinione pubblica nell'industria nucleare in genere. L'export coreano può essere considerato un motore per la crescita e il governo continuerà a promuoverne la conoscenza nel pubblico», ha dichiarato il ministro Choi Kyunghwan.

L'unica domanda del sondaggio che ha raccolto pochi pareri positivi è la disponibilità ad accettare un impianto nucleare nella propria zona di residenza: solo il 31,2% dei coreani si sono detti disposti, a testimonianza che la sindrome nimby (non nel mio cortile) non è un problema solo italiano.

Paolo Gangemi



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