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MONDO - Nucleare per altri usi
30-08-2010
Rotta artica con rompighiaccio nucleari

Due navi rompighiaccio russe a propulsione nucleare hanno aperto la rotta artica alla navigazione commerciale di grande stazza. Le due imbarcazioni, Rossija e 50 Let Pobedy, hanno scortato la nave cisterna Baltica dal porto di Murmansk (Russia nord-occidentale) a quello di Pevek (Siberia nord-orientale), dopo un viaggio di 4600 chilometri.
La Baltica, con un carico di 70.000 tonnellate di gas condensato, ha così completato in 11 giorni la parte più impegnativa del suo viaggio verso la sua meta finale: il porto cinese di Ningbo, che sarà raggiunto nella prima metà di settembre.
La missione, compiuta grazie a una collaborazione fra la società nucleare statale Rosatom, il Ministero dei trasporti e la Sovcomflot, società armatrice della Baltica, ha aperto la rotta artica alle navi di grandi dimensioni, in particolare per il trasporto di petrolio e gas naturale. «La navigazione della Baltica ha confermato la possibilità di usare grandi navi cisterna lungo la rotta artica. I dati raccolti lungo il tragitto sono un patrimonio che sarà utilizzato per viaggi simili in futuro», ha commentato Sergei Frank, presidente della Sovcomflot.
Lungo la rotta artica, la lunghezza totale del percorso è di 11.000 chilometri, oltre il 40% in meno rispetto ai 19.000 della tradizionale rotta per il Canale di Suez.
L'uso di rompighiaccio nucleari è essenziale nei mari a nord della Russia, dove le condizioni estreme sono al di là delle possibilità dei rompighiaccio tradizionali. A partire dal 1959 l'Unione Sovietica (poi Russia) ha costruito 10 rompighiaccio nucleari, 7 dei quali in attività.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



