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MONDO - Formazione/comunicazione
31-08-2010
A lezione dai Paesi avanzati

Numerosi Paesi, fra cui molti in via di sviluppo, si stanno affacciando per la prima volta all'energia nucleare. Per loro, oltre al problema di trovare i fondi e le tecnologie, c'è un'altra questione: le competenze tecniche, cioè la formazione di un personale altamente specializzato, indispensabile per gestire un impianto nucleare.
La soluzione più naturale è rivolgersi ai Paesi più avanzati nel settore, magari proprio quelli dai quali si è acquistata la tecnologia. È per esempio quello che hanno fatto gli Emirati Arabi Uniti: dopo aver aggiudicato a un consorzio coreano guidato dalla Korea Electric Power Corporation (Kepco) il contratto per la costruzione delle prime centrali nucleari nel Paese, hanno stabilito una collaborazione anche per la formazione.
In base agli accordi, 48 studenti sono stati inviati in Corea del Sud per un corso intensivo di un mese, primo di una serie di incontri a cadenza annuale. «La maggioranza degli studenti ha apprezzato il nostro addestramento. Molti di loro diventeranno i principali operatori dei reattori degli Emirati», ha commentato Kim Hye-lim, portavoce della Kepco.
La Corea del Sud è stata scelta anche dal Messico, mentre l'Egitto, subito dopo l'avvio del suo programma nucleare, ha puntato sulla Russia: nell'ottobre 2010 i tecnici egiziani seguiranno un corso di formazione di tre settimane a Mosca sul combustibile, la sicurezza e la gestione dei materiali radioattivi.
Parallelamente ai corsi nei Paesi più avanzati, vari Paesi all'inizio del proprio programma nucleare hanno messo in atto programmi di addestramento nazionali. Dopo l'India, che ha bandito 20 borse di studio all'anno, il Vietnam ha stanziato 120 milioni di euro per formare 2400 ingegneri nucleari e istituire 350 fra master e dottorati di ricerca sulla gestione dei reattori.
Paolo Gangemi
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