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22-12-2009

La Cina guarda al futuro e punta sui reattori al torio



La Cina guarda al futuro e punta sui reattori al torio

Una commissione della China National Nuclear Corporation (CNNC) ha formulato una raccomandazione in cui consiglia il modello canadese Candu per sviluppare il torio come combustibile alternativo all'uranio.
«La raccomandazione della Commissione ci avvicina alla realizzazione del progetto di ridurre la dipendenza della Cina dai combustibili importati anche per il nucleare: la Cina potrà sfruttare le sue abbondanti riserve di torio per i suoi grandi progetti di sviluppo nucleare. Grazie alla cooperazione fra Canada e Cina entrambi i Paesi potranno posizionarsi ai primi posti nel mondo per lo sviluppo e la commercializzazione di sorgenti alternative per il combustibile nucleare», ha dichiarato Hugh MacDiarmid, presidente della società statale Atomic Energy of Canada (AECL), che produce i reattori Candu. 

Secondo la Commissione, l'utilizzo del torio nei reattori ad acqua pesante pressurizzata Candu (Canada deuterium uranium) è «tecnicamente fattibile», e «il nuovo modello Candu-6 è conveniente per sicurezza e per i costi».

La Commissione consiglia dunque la costruzione di due reattori Candu nella centrale di Qinshan III, nella provincia dello Zhejiang (Cina orientale), dove sono in attività già due reattori Candu 6 da 728 MW elettrici, progettati dalla canadese AECL e costruiti in collaborazione con la società cinese Third Qinshan Nuclear Power.



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