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MONDO - Formazione/comunicazione
01-09-2010
L’occhio vuole la sua parte?

Non vale più il principio "bella dentro". Neanche per le centrali nucleari. Anzi, il loro aspetto esterno, arido e industriale, potrebbe contribuire a rafforzare la diffidenza in una parte consistente dell'opinione pubblica in molti Paesi del mondo. Per questo la World Nuclear Association (WNA) ha lanciato una nuova iniziativa: una mostra dei migliori progetti di nuove centrali non solo dal punto di vista dell'efficienza e della sicurezza, ma anche da quello dell'estetica.
I progetti più belli, valutati da una giuria di personalità della politica e del mondo degli affari, saranno esposti in evidenza in una speciale sezione del sito della WNA.
John Ritch, presidente della WNA, ha commentato: «L'energia nucleare suscita preoccupazione nell'opinione pubblica anche perché sfrutta forze potenti, misteriose e invisibili. Quello che l'industria può fare è agire su quello che la gente vede. Esprimendo la modernità e la precisione dell'industria nucleare in modo artistico, l'architettura, con un piccolissimo sforzo economico, può aiutare la popolazione ad apprezzare meglio una tecnologia non solo ammirevole ma anche cruciale per il nostro futuro».
La convergenza fra arte ed energia nucleare ha trovato una sponda in Oriente, e precisamente in Corea del Sud, uno dei Paesi dove l'energia nucleare gode di maggiore favore popolare. In questo caso la centrale non si presenta come opera d'arte, ma come museo: la centrale di Yeonggwang ospita, dal 3 al 19 settembre 2010, la videoinstallazione Terra-Acqua-Aria-Fuoco, dell'artista sudcoreana Kimsooja.
Come afferma esplicitamente il titolo, il tema dell'opera è la relazione fra i quattro elementi della filosofia classica. Per l'autrice, la posizione all'interno della centrale dovrà stimolare nel pubblico una riflessione sulle forze della natura e sul modo di sfruttarle. Secondo gli organizzatori, la mostra fa parte di una strategia per trasformare la città in un punto di incontro fra l'uomo, la natura e la tecnologia.
Paolo Gangemi
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