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MONDO - Energia
08-09-2010
Signori, il catalogo è questo
In termini di potenza nucleare totale, la crescita principale nel prossimo futuro verrà dai Paesi industrializzati e dai giganti emergenti (a partire da Cina e India). Come numero di Paesi, però, i nuovi arrivati diranno la loro: secondo la World Nuclear Association (WNA) sono oltre 30 i Paesi in tutto il mondo che stanno sviluppando o studiando un programma nucleare.
La maggior parte di questi Paesi sono in Asia: Azerbaigian, Georgia, Kazakistan, Mongolia, Bangladesh, Indonesia, Filippine, Vietnam, Thailandia, Malaysia, Singapore, Corea del Nord, Iran, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Yemen, Israele, Siria, Giordania e Turchia.
In Europa, oltre all'Italia, ci sono Albania, Serbia, Portogallo, Norvegia, Polonia, Bielorussia, Estonia, Lettonia e Irlanda. Nutrita anche la rappresentanza africana: Egitto, Tunisia, Libia, Algeria, Marocco, Sudan, Nigeria, Ghana, Senegal, Uganda e Namibia. In Sudamerica sono in corsa Cile, Ecuador e Venezuela; infine, in Oceania, Australia e Nuova Zelanda (a cui bisognerebbe forse aggiungere Tonga, dopo le dichiarazioni ambiziose del re).
Fra tutti questi Stati, l'unico ad avere una centrale in costruzione è l'Iran. Seguono la Turchia e gli Emirati Arabi Uniti, che hanno già pronti i contratti e le infrastrutture regolatorie. L'Italia è nella fascia dei Paesi che stanno ancora sviluppando questi aspetti, insieme a Vietnam e Giordania. Fra i programmi nucleari non ancora approvati ufficialmente, i più progrediti sono quelli di Thailandia, Indonesia, Egitto, Kazakistan, Polonia, Bielorussia e Lituania, mentre sono ancora in fase di sviluppo quelli di Arabia Saudita, Israele, Nigeria, Malaysia, Bangladesh, Marocco e Cile.
Diversi altri Paesi stanno considerando seriamente l'opzione nucleare: Namibia, Mongolia, Filippine, Singapore, Albania, Serbia, Estonia, Lettonia, Libia, Algeria e Azerbaigian. Infine se ne discute, ma non ancora a livello governativo, in Australia, Nuova Zelanda, Portogallo, Norvegia e Irlanda.
La WNA formula anche previsioni per il futuro, secondo le quali i Paesi in via di sviluppo peseranno sempre di più sul totale: «Sul lungo periodo, l'urbanizzazione in corso nei Paesi in via di sviluppo causerà un aumento della domanda di elettricità, che assomiglierà sempre più a quella dei Paesi industrializzati. E questo vale in particolare per le centrali per il carico di base, come quelle nucleari».
Paolo Gangemi
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