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ITALIA - Scorie



09-09-2010

Ospitare le scorie sotto casa conviene. Anche in Italia



Ospitare le scorie sotto casa conviene. Anche in Italia

In diversi Stati europei le città fanno a gara per accaparrarsi i depositi di scorie, con tutti i benefici economici annessi. Ma anche in Italia ospitare i rifiuti nucleari è un buon affare: un servizio del Sole 24 Ore fa il conto dei fondi incassati dai comuni che hanno accolto temporaneamente le scorie prodotte dalle centrali italiane fino al 1986 e dai centri di ricerca. La cifra complessiva erogata dallo Stato, finora, è di 79 milioni di euro.

La fetta più consistente è andata a Caorso (Piacenza), che ha ospitato il 30% delle scorie totali: 12 milioni di euro già consegnati a altri 2 milioni in arrivo. Seguono le altre centrali dismesse di Trino Vercellese e Latina, mentre le scorie della centrale del Garigliano sono conservate a Sessa Aurunca (Caserta).

Altri materiali radioattivi poi non provengono dalle centrali nucleari commerciali ma dai centri di ricerca, e sono custoditi nei loro luoghi di origine: le scorie degli impianti per il riprocessamento del combustibile Itrec ed Eurex sono conservate rispettivamente a Rotondella (Matera) e Saluggia (Vercelli), che ospita anche le scorie del reattore di ricerca Avogadro. Allo stesso modo i residui dell'impianto per il combustibile Fabbricazioni Nucleari si trovano a Bosco Marengo (Alessandria) e quelle del centro di ricerca europeo Euratom a Ispra (Varese). Infine, sono conservate nei pressi di Roma le scorie del centro Enea della Casaccia, ancora in attività.

Per Caorso, un paese di circa 5000 abitanti, le scorie sono state una vera fortuna: «Abbiamo azzerato i mutui del comune, abbiamo dimezzato la tassa rifiuti, paghiamo la metà delle spese scolastiche dei ragazzi, diamo un regalo di 500 euro a ogni neonato, abbiamo allestito un ambulatorio diagnostico, diamo incentivi al fotovoltaico, aiutiamo chi acquista auto a gas», ha spiegato il sindaco Fabio Callori.

A questo bisogna aggiungere i ricavati dell'indotto: la presenza dei tecnici ha movimentato il mercato del commercio e della ristorazione e ha rivalutato il valore dei beni immobili. E per chi ospiterà le scorie della seconda ondata di centrali italiane, la posta sarà ancora più alta: il deposito nucleare porterà con sé un parco tecnologico, con l'afflusso di ricercatori e, con un'adeguata campagna pubblicitaria, anche di numerosi turisti.



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