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Riavviata in Canada la produzione di isotopi medici
Nuove prospettive per gli isotopi medici
MONDO - Nucleare per altri usi
13-09-2010
Riparte anche il reattore olandese per gli isotopi medici

Dopo uno stop di 6 mesi per manutenzione, è rientrato in attività a Petten (Olanda) il reattore High Flux Reactor (HFR), che produce isotopi medici usati per la diagnostica, la cura del cancro e la terapia del dolore.
Il ripristino dell'HFR arriva poche settimane dopo quello dell'altro grande reattore per gli isotopi medici: quello di Chalk River (Canada). «Dato che i due più importanti reattori per la produzione di isotopi medici sono stati fermi nello stesso periodo, il mondo della sanità ha dovuto affrontare difficoltà di rifornimento, con liste di attesa più lunghe per i pazienti», ha dichiarato Fred Verzijlbergen, presidente dell'Associazione olandese di medicina nucleare.
A regime, infatti, il reattore di Petten soddisfa il 60% della domanda europea e il 30% di quella mondiale: ogni giorno, 24.00 pazienti sono trattati con isotopi prodotti a Petten. Il reattore canadese a sua volta fornisce quasi il 40% della produzione mondiale: insieme i due reattori coprono oltre due terzi del fabbisogno.
«Siamo perfettamente consapevoli della nostra grande responsabilità sociale, e siamo perciò molto felici di poter riprendere il nostro lavoro», ha aggiunto Rob Stol, direttore generale del Nuclear Research and Consultancy Group (NRG), che gestisce il reattore.
In Olanda, intanto, sono iniziati i lavori per la costruzione del reattore che sostituirà l'HFR: si chiamerà Pallas (dal nome di Pallade Atena, dea greca della saggezza) e sarà costruito anch'esso a Petten. La scelta è caduta di nuovo su Petten proprio perché già dotata delle infrastrutture nucleari necessarie per la gestione del reattore e per la lavorazione dei suoi prodotti, oltre che per la presenza di molti esperti nel campo della tecnologia nucleare. Secondo l'NRG Pallas sarà costruito entro il 2015 e andrà a regime entro il 2016.
«Sono felice che questo momento difficile sia finito, ma ora abbiamo bisogno del nuovo reattore Pallas, per evitare che una situazione di questo genere possa ripetersi in futuro», ha concluso Verzijlbergen.
Paolo Gangemi
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