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MONDO - Uranio e combustibile
15-09-2010
Riciclato dalle bombe russe uranio pari a 16.000 testate
«Trasformare le spade in aratri» era il grido lanciato dal profeta Isaia: la stessa lama che serviva per uccidere può essere usata per il benessere della popolazione. Una delle versioni moderne più fedeli all'auspicio del profeta è il programma "Megatons to Megawatts" (Da Megatoni a Megawatt): l'uso delle testate atomiche russe dismesse per produrre uranio destinato alle centrali nucleari americane.
L'accordo era stato firmato nel 1995 dalla società americana Usec e dalla russa Tenex. Ora un comunicato della Usec quantifica le "spade" eliminate in 15 anni: finora sono state riciclate 400 tonnellate di uranio arricchito, l'equivalente di 16.000 testate atomiche.
L'energia prodotta con questo combustibile è l'equivalente di 10 miliardi di barili di petrolio, pari a 3 volte le importazioni annuali americane, e sarebbe sufficiente a soddisfare per 610 anni il fabbisogno elettrico di una città come Boston o Seattle.
«Per più di 15 anni l'Usec e la Tenex hanno collaborato per rifornire i reattori americani e allo stesso tempo ridurre il rischio di proliferazione nucleare in tutto il mondo. I nostri sforzi congiunti hanno reso il mondo più sicuro, hanno avvantaggiato i consumatori americani e hanno ridotto le emissioni di gas serra», ha commentato John Welch, presidente della USEC.
Nel 2013, alla scadenza del programma, il totale di uranio trasformato sarà di 500 tonnellate, pari a 20.000 testate atomiche, per una contropartita di oltre 6 miliardi di euro (di cui 5 già versati).
Quando scadrà il contratto, però, le autorità russe hanno fatto sapere di non volerlo rinnovare: continueranno a trasformare l'uranio delle bombe in combustibile per i reattori, ma senza più l'esclusiva con gli americani. Nel frattempo gli Stati Uniti stanno valutando di ricavare combustibile anche dal plutonio delle bombe americane.
Paolo Gangemi
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