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MONDO - Commenti
15-09-2010
Il futuro è dei reattori pebble bed

Il futuro dell'energia nucleare sono i reattori chiamati pebble bed (letteralmente "a letto di ciottoli"). Lo sostiene Jay Lehr, direttore scientifico dello Heartland Institute, ente no profit per lo sviluppo ambientale, sociale ed economico.
Il pebble bed è un modello sono ancora in fase di sviluppo, e non è ancora mai entrato in funzione in nessun Paese, ma secondo Lehr «promette di eliminare molti degli ostacoli che hanno impedito finora una diffusione maggiore dell'energia nucleare».
L'idea di base, elaborata negli anni Cinquanta dallo scienziato nucleare tedesco Rudolf Schulten, segna un grande cambiamento rispetto ai reattori tradizionali: nel nocciolo verrebbero inserite, anziché le normali barre di combustibile, una grande quantità di piccole sfere di ceramica (i "ciottoli"), grandi come palle da tennis, ognuna delle quali conterrebbe a sua volta una piccola sferetta di uranio. Una versione con 360.000 sferette avrebbe una potenza di 120 MW.
Il vantaggio principale, secondo Lehr, sta nella sicurezza intrinseca della tecnica, che eliminerebbe il rischio della fusione del nocciolo e ridurrebbe molto i costi per i sofisticati apparati di sicurezza dei reattori attuali. All'aumento della temperatura, infatti, l'uranio in ogni sfera assorbe sempre più neutroni, rallentando la reazione, che si ferma quando si raggiungono i 900 gradi. La sfera di ceramica, che agisce così da moderatore, resiste invece fino a 2000 gradi: la fusione del nocciolo diventa dunque impossibile. Inoltre l'uso come fluido refrigerante dell'elio, un gas inerte, evita il rischio che possa acquistare radioattività.
Per quanto riguarda l'efficienza, potendo operare a temperature superiori, il pebble bed può raggiungere valori più alti del 50% rispetto ai reattori convenzionali: a parità di uranio consumato fornisce molta più elettricità.
Un altro lato positivo è che non serve spegnere il reattore per il rifornimento di combustibile: in qualsiasi momento si possono inserire nuove sfere e togliere quelle usate (che possono essere reimmesse se risultano ancora produttive). Infine, i reattori pebble bed sono modulari: sono piccoli reattori che possono essere usati in zone con minori fabbisogni, o assemblati con altri per potenze maggiori.
Attualmente la ricerca sui reattori pebble bed è attiva negli Stati Uniti, in Cina, in Olanda e in Sudafrica.
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