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MONDO - Uranio e combustibile
20-09-2010
Il futuro è il riprocessamento, intanto c’è abbondanza di uranio
Il futuro dell'energia nucleare sarà sempre più indirizzato verso il riprocessamento, cioè verso il cosiddetto "ciclo del combustibile chiuso": le barre di combustibile esaurito, anziché essere trattate come scorie nucleari, potranno essere utilizzate come combustibile per reattori di nuovissima generazione.
In questo modo le scorie, considerate oggi il problema principale dell'industria nucleare, potranno diventare al contrario una risorsa. Lo sostiene il rapporto "The Future of the Nuclear Fuel Cycle" del Massachusetts Institute of Techonolgy (MIT).
Allo stato attuale della ricerca, i reattori progettati per "cibarsi" di scorie sono del tipo autofertilizzante (fast breeder reactor), il cui rifornimento però ha bisogno di 30 anni di attività di un reattore normale. Il rapporto suggerisce dunque una possibile alternativa: un reattore autofertilizzante che però possa essere avviato con normale uranio arricchito, e in cui verrà inserito uranio naturale man mano che si consuma il combustibile.
Questo nuovo tipo di reattore presenta anche un altro grande vantaggio:a differenza del riprocessamento tradizionale, il nuovo combustibile non potrà essere usato come passo intermedio per la costruzione di una bomba.
Il rapporto sottolinea però che si tratta di un'ipotesi: ancora non è chiaro quale tecnologia di riprocessamento sarà più efficiente in termini energetici ed economici. Lo stato attuale delle conoscenze dipende dal fatto che, secondo Charles Forsberg, ricercatore del MIT e direttore esecutivo dello studio, «negli ultimi 30 anni è stata fatta poca ricerca sul ciclo del combustibile». Perciò gli esperti del MIT concludono con la raccomandazione di potenziare la ricerca in questo campo.
Nel frattempo suggeriscono di gestire le scorie in depositi temporanei, in modo da lasciare aperta ogni possibilità quando la ricerca avrà trovato la soluzione migliore. Per quanto riguarda i reattori, è consigliabile per il momento continuare a utilizzare quelli convenzionali: secondo il rapporto, che conferma le conclusioni di un documento dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Nucleare e dalla Nuclear Energy Agency, la quantità delle riserve di uranio non sarà un problema, almeno per un secolo. «Qualunque sia il tasso di crescita dell'energia nucleare in questo secolo, la disponibilità di uranio non costituirà un problema», ha dichiarato Mujid Kazimi, professore di ingegneria nucleare al MIT e uno degli autori che hanno guidato la ricerca.
Infine, il rapporto esprime apprezzamento e incoraggiamento verso la politica di prestiti garantiti decisa dal presidente Barack Obama per favorire la costruzione di nuove centrali: i fondi federali possono essere l'"interruttore" che innesca un processo di riduzione dei costi delle centrali. Secondo gli autori, infatti, l'energia nucleare è competitiva con il carbone, attualmente la fonte di energia più economica.
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