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22-09-2010

Nucleare stazionario in Europa fino al 2030



Nucleare stazionario in Europa fino al 2030

La produzione di energia nucleare in Europa si manterrà sostanzialmente stabile fino al 2030. La previsione è contenuta nel rapporto "EU energy trends to 2030", realizzato dal Direttorato generale per l'energia della Commissione Europea.

Il dato nasce dall'equilibrio fra due fenomeni: da un lato la chiusura di alcune vecchie centrali, dall'altro nuovi progetti di reattori in molti Paesi. In alcuni casi convivono i due andamenti: Bulgaria, Lituania e Slovacchia, che hanno chiuso o stanno per chiudere le centrali più vecchie, pensano già a sostituirle. Fra i Paesi che già possiedono reattori, nuovi reattori sono progettati in Repubblica Ceca, Francia, Finlandia, Ungheria, Romania, Slovenia e Spagna.

Rispetto alle analoghe previsioni formulate nel rapporto di due anni prima, le quote di energia nucleare sono maggiori, per la decisione di costruire nuove centrali in Italia, Polonia e Regno Unito. Al momento della stampa del rapporto, però, ancora non era stata decisa la proroga delle centrali tedesche: i valori del documento sono quindi sottostimati. Anche la Svezia ha deciso di proseguire con il nucleare, mentre il Belgio ne uscirà. I Paesi che invece dovrebbero restare fuori del nucleare, almeno nel prossimo futuro, sono Austria, Cipro, Danimarca, Estonia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Malta e Portogallo.

Il rapporto analizza due scenari possibili da qui al 2030: uno di base, che si regola sugli andamenti e sulle politiche attuali, e uno definito "di riferimento", che prende in considerazione norme aggiuntive in favore delle energie rinnovabili e per ridurre le emissioni di gas serra.

Secondo lo scenario base, la capacità nucleare installata nell'Unione Europea diminuirà in media dello 0,3% all'anno fra il 2010 e il 2020, passando da 127.038 MW a 123.566 MW. Fra il 2020 e il 2030 invece aumenterà in media dello 0,8% all'anno, salendo a 134.278 MW nel 2030. La produzione di elettricità resterà sostanzialmente stabile fra il 2010 e il 2020, passando da 926 milioni di MWh a 928 milioni. Dal 2020 al 2030 invece riprenderà ad aumentare, con una crescita media dell'1,6% all'anno, fino ad arrivare a un miliardo di MWh nel 2030.

Simili i dati in base allo scenario di riferimento: calo della capacità totale dello 0,3% annuo (da 127.038 MW a 123.297 MW) dal 2020 al 2030, e stabilizzazione fino al 2030 (123,612 MW). Per la produzione la previsione è di un calo dello 0,5% annuo (da 926 milioni di MWh a 884 milioni) fra il 2020 e il 2030, e di un aumento dell'1,1% annuo dal 2020 al 2030, quando si arriverà a 982 milioni di MWh.

In percentuale sul totale dell'energia, la quota del nucleare, pari al 28% nel 2010, scenderà nel 2020 al 24,5% o al 23,9% nei due scenari rispettivamente, per poi risalire nel 2030 al 25,9% o al 24,1%.



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