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23-09-2010

«Meno ritardi e più chiarezza»



«Meno ritardi e più chiarezza»

Il programma nucleare italiano dovrebbe procedere più spedito e con maggiore chiarezza normativa. Lo ha affermato Giancarlo Aquilanti (nella foto), responsabile dell'Area tecnica Nucleare dell'Enel, in occasione del convegno organizzato a Roma il 22 e 23 settembre dalla Commissione tecnica di verifica dell'Impatto ambientale (Via-Vas) del ministero dell'Ambiente in collaborazione con l'ambasciata francese.

«Noi non possiamo procedere senza informazioni chiare», ha dichiarato Aquilanti, aggiungendo che «se manca l'Autorità mancano i presupposti per i tasselli successivi. Se salta una casella rischiamo l'effetto domino».

Si è detto d'accordo Corrado Clini, direttore generale del ministero dell'Ambiente, secondo cui però è la struttura normativa a essere inadeguata: «Bisogna avviare le procedure, ma al tempo stesso riconsiderare l'architettura normativa».

Nel corso del convegno, il sottosegretario al Ministero dell'ambiente Roberto Menia ha invece sottolineato un aspetto positivo della normativa, che «pone la sicurezza e la tutela dell'ambiente al centro dei parametri con i quali conseguire il grande obiettivo del rilancio del nucleare. Una normativa che si fonda sulla procedura di autorizzazione e sulla condivisione territoriale».

Il presidente della Commissione Via-Vas, Claudio De Rose, ha poi chiarito il ruolo della Commissione: «La recente legislazione attribuisce alla Commissione compiti di consulenza tecnica di assoluto rilievo tanto nella fase di valutazione strategica attinente all'individuazione secondo criteri di pianificazione dei siti dove collocare le centrali e i depositi delle relative scorie quanto nella fase di autorizzazione degli stessi».

È stata poi la volta dei delegati francesi, fra cui Marc Maupas-Oudinot del Ministero dell'economia, Olivier Aubourg del Ministero dell'ecologia, Jean-Luc Lachaume, Julien Collet e Guillaume Wack dell'Agenzia di sicurezza nucleare, Eric Neyme di Edf e Ali Nouri di Areva.

Gli esperti francesi hanno raccontato le loro esperienze in settori delicati dell'industria nucleare: la sicurezza degli impianti, l'impatto ambientale e il rischio radiologico nelle aree interessate, la pianificazione dei siti, lo smaltimento delle scorie e la realizzazione di campagne di comunicazione rivolte all'opinione pubblica.



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