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ITALIA - Politica



24-09-2010

Lo sanno tutti: senza il consenso del territorio non si fa nulla



Lo sanno tutti: senza il consenso del territorio non si fa nulla

Il coinvolgimento del territorio e il dialogo con l'opposizione sono due punti chiave per procedere sulla strada del programma nucleare. Ne è convinta Stefania Prestigiacomo, ministro dell'ambiente, che ha espresso le sue opinioni in un'intervista al Giornale.

«Bisogna andare avanti senza indugio per definire le scelte concrete da adottare, i costi e i benefici per i territori e per il Paese», ha dichiarato il ministro, che per questo ha ancora una volta rinnovato l'invito all'opposizione a partecipare a «un serio dibattito che elimini le ideologie», «sgombrando il campo sia da allarmismi ingiustificati che da facili entusiasmi».

Ma è il coinvolgimento delle comunità locali il punto fondamentale secondo il ministro: all'inizio di settembre, parlando del nucleare nel corso di un dibattito a Roma, aveva ribadito che «non lo potremo mai fare senza il consenso del territorio».

Sono in molti a pensarla così, e non solo in Italia. Philippe Leigner, l'ingegnere che dirige i lavori a Flamanville per la costruzione del primo reattore Epr in Francia, conferma: «Un cantiere del genere non potrebbe mai essere avviato in alcun posto se la comunità che lo ospita non dà un caloroso benvenuto».

Il principio non vale solo nei Paesi più avanzati, come la Francia, che vantano una lunga tradizione di tecnologie nucleari e di approccio partecipativo aperto alla popolazione. «Sarebbe difficile per il governo costruire una centrale senza l'accettazione da parte dell'opinione pubblica», ha affermato infatti Datuk Seri Che Khalib Mohamad Noh, direttore esecutivo della Tenaga Nasional Bhd, la società malese che vuole costruire il primo reattore del Paese entro il 2021.



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