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MONDO - Ricerca
28-09-2010
Uno spazio europeo per i reattori di ricerca

L'Europa ha bisogno di una collaborazione internazionale fra i reattori nucleari usati a scopo di ricerca. Lo sostiene un documento sottoscritto a Bruxelles da tre importanti enti europei di ricerca nucleare: il Commissariat à l'énergie atomique et aux énergies alternatives francese, il Nuclear Research & consultancy Group olandese e il Centre d'Etude de l'Energie Nucléaire belga.
Secondo il documento, approvato nel corso dell'assemblea generale della Sustainable Nuclear Energy Platform, l'attenzione dovrà essere focalizzata su tre aree principali. Innanzitutto occorre proseguire le sperimentazioni di materiali e combustibili per la sicurezza dei reattori, la gestione delle centrali e l'innovazione per i reattori commerciali del futuro. In secondo luogo l'Europa deve acquistare un ruolo di guida a livello mondiale nella ricerca nucleare. Infine, è indispensabile assicurare la fornitura di isotopi medici: materiali necessari in ambito sanitario prodotti dai reattori di ricerca.
In Europa, i reattori sperimentali di prima generazione si stanno avvicinando alla fine del loro periodo di attività. Secondo il documento, dovranno essere sostituiti da reattori di nuova generazione per la ricerca sulla fusione e per lo sviluppo di nuovi reattori commerciali, più efficienti e con una migliore gestione delle scorie.
Come obiettivi a medio termine, il documento cita tre progetti prioritari per altrettanti reattori: il francese Jules Horowitz (nella foto), in costruzione a Cadarache (Francia meridionale), Myrrha, allo studio in Belgio, e l'olandese Pallas, che dovrà fornire la maggior parte degli isotopi medici.
(Nessum commento.)



