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ITALIA - Politica
01-10-2010
I Comuni italiani chiedono più coordinamento con lo Stato

Il coinvolgimento delle comunità locali nel programma nucleare italiano è ancora insufficiente, nonostante gli auspici del ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo: dopo le controversie sollevate dalle Regioni, adesso anche i Comuni chiedono un maggiore coordinamento.
«Finora la collaborazione istituzionale, prevista dal Decreto 31 del 15 febbraio 2010 sui nuovi insediamenti, non si è dispiegata così come avrebbe dovuto», ha dichiarato Salvatore Perugini (nella foto), vicepresidente dell'Associazione nazionale Comuni italiani (Anci) e presidente dell'Anci Calabria.
Come hanno fatto anche le Regioni, Perugini lamenta il fatto che i Comuni siano tagliati fuori dalle decisioni finali: sono consultati per un parere, ma senza «la reale possibilità di incidere in concreto sulle decisioni assunte dal governo centrale».
Una delle questioni che più dovrebbero coinvolgere i Comuni è quella dei contributi previsti dalla legge per gli enti locali che ospitano impianti nucleari: già a gennaio il presidente dell'Anci Sergio Chiamparino aveva chiesto al governo di approfondire insieme l'argomento.
Il tema riguarda sia la «dismissione dei vecchi siti nucleari, a partire dalla necessità di liberare le aree dai vincoli e individuare tutte le iniziative utili alla riqualificazione e rivalutazione dei territori interessati», sia le compensazioni per gli enti locali che ospiteranno le prossime centrali.
(Nessum commento.)



