News
News correlate
Puntare sulla ricerca, per tornare nella serie A del nucleare
Chi sono e che cosa fanno gli ingegneri nucleari italiani
È il momento buono per riprendere il treno del nucleare
ITALIA - Formazione/comunicazione
04-10-2010
Il nucleare ritorna in Italia. Per ora, all’università

Con l'inizio del nuovo anno accademico, nelle università italiane si osserva un fenomeno significativo: più corsi di ingegneria nucleare e più studenti iscritti. Nell'Università di Padova, una delle più antiche e prestigiose d'Italia, è ricomparso sui libretti degli studenti l'esame di Impianti nucleari, dopo 25 anni di assenza. Secondo Giuseppe Zollino, titolare del corso, la pausa non ha danneggiato la qualità: l'Italia ha conservato un «know-how scientifico di primissimo livello» nonostante l'uscita dal nucleare nel 1987.
L'insegnamento fa parte del corso di laurea magistrale in Ingegneria energetica, attivo da due anni e molto apprezzato dai giovanissimi: il numero di nuovi iscritti è raddoppiato. Gli studenti sono «attratti dalle fonti rinnovabili, ma nutrono altrettanto interesse verso l'energia atomica», sostiene il preside della Facoltà Alberto Mirandola.
Lo sbocco occupazionale è facilissimo: «Mi sono laureata lo scorso maggio e un mese dopo ero già stata assunta», ha raccontato alla rivista Gente Laura Frisoni, una neoassunta nella sede centrale dell'Enel a Roma. Altrettanto promettenti le prospettive per i giovani ingegneri all'estero: «Avevo ricevuto numerose offerte anche in Francia. In tutta Europa la richiesta è molto alta», ha affermato Danilo Dimitri, tornato in Italia dopo uno stage in Francia proprio sull'onda del rinascimento nucleare.
Anzi, le aziende, a partire dall'Enel, sono affamate di giovani talenti: «Stiamo cercando ingegneri nucleari, ma anche meccanici, elettrici, elettronici per un progetto di lungo respiro», ha spiegato Luisa Gennarini, la responsabile del personale della divisione ingegneria e innovazione dell'Enel. «Stiamo organizzando corsi post-laurea per ingegneri di altre discipline che intendano lavorare nel settore nucleare», ha aggiunto Giancarlo Aquilanti, responsabile dell'Area tecnica Nucleare dell'Enel.
Insomma, per realizzare il programma nucleare italiano l'Enel è in prima linea, ma «serve un impegno diretto delle università e della ricerca», secondo Francesco de Falco, amministratore delegato di Sviluppo Nucleare Italia, la joint venture fra Enel e Edf.
Per avvicinare ulteriormente formazione e lavoro, l'Enel ha bandito cinque borse di studio destinate agli studenti dei corsi di laurea specialistica in Ingegneria energetica e nucleare dei Politecnici di Milano e Torino e delle Università di Pisa, Palermo e Roma "La Sapienza". L'iniziativa fa parte di un progetto più ampio avviato con le università del Cirten (Consorzio interuniversitario per la ricerca tecnologica nucleare) per incentivare le competenze nel campo dell'energia nucleare.
(Nessum commento.)



