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MONDO - Uranio e combustibile
08-10-2010
Russia: boom delle esportazioni di combustibile
Nel 2010 le esportazioni russe di combustibile nucleare e tecnologie per l'arricchimento dell'uranio hanno raggiunto la cifra record di 14 miliardi di euro. Lo ha riferito Sergei Kirienko, direttore generale della società nucleare statale Rosatom, al primo ministro Vladimir Putin.
Secondo Kirienko, la Russia è penetrata in mercati dove finora aveva poco spazio: ha firmato un accordo di 15 anni per la fornitura di uranio arricchito alla Svizzera, uno di 10 anni con il Sudafrica e uno con il Messico.
Inoltre la Russia si sta affermando per la prima volta sul mercato americano, con contratti già firmati per oltre 2 miliardi di euro, che saliranno a quasi 3 miliardi entro la fine dell'anno.
Infine, la società russa TVEL si è aggiudicata l'appalto per la costruzione di un impianto per il combustibile in Ucraina, superando la concorrenza dell'americana Westinghouse. Kirienko ha specificato che l'accordo non coinvolge questioni di Stato e riguarda solo «la competizione sul mercato», mentre in passato la società russa era stata esclusa proprio per motivi politici. «È il passo iniziale verso l'integrazione con l'Ucraina nel campo dell'industria nucleare», ha commentato Kirienko.
Si è così completato il ritorno di tutta l'Europa orientale nella sfera d'influenza della tecnologia nucleare russa: anche la Repubblica Ceca aveva sottoscritto un accordo di lungo periodo poco prima.
A fronte dell'aumento delle esportazioni, anche la produzione è cresciuta: nei primi 9 mesi del 2010 ha fatto registrare un incremento del 13% rispetto allo stesso periodo del 2009. Le riserve russe sono aumentate ulteriormente con l'acquisto della società mineraria canadese Uranium One da parte della società russa AtomRedMetZoloto.
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