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11-10-2010

La Russia prepara una flotta nucleare artica



La Russia prepara una flotta nucleare artica

Per espandersi nel Mar Glaciale Artico, e appropriarsi delle grandi ricchezze di gas naturale e petrolio che contiene, la Russia pensa a una flotta di imbarcazioni a propulsione nucleare. Da un lato vuole potenziare la sua dotazione di rompighiaccio nucleari, dall'altro punta a dotarsi di una dozzina di "centrali nucleari galleggianti": navi provviste di reattori che funzionano non solo per la propulsione ma anche per rifornire di energia le piattaforme offshore.

La prima centrale galleggiante, battezzata Akademik Lomonosov, è stata già costruita e salperà da San Pietroburgo nel 2012.

«Lavorare nell'Artide è complicato e molto pericoloso: dobbiamo essere sicuri che le nostre basi abbiano un rifornimento energetico affidabile. Le centrali galleggianti possono creare le condizioni per esplorare la banchisa e insediare piattaforme per l'estrazione di gas e petrolio», ha spiegato Sergei Zavialov, vicedirettore della società energetica Rosenergoatom.

Ognuna di queste navi costerà circa 300 milioni di euro; sarà in grado di fornire elettricità e riscaldamento a una comunità di 45.000 persone e potrà restare sul posto per 12 anni consecutivamente. Secondo i piani, all'inizio saranno posizionate lungo la costa artica russa, ma in seguito potranno essere spostate gradualmente al largo, in direzione del Polo Nord, in prossimità dei giacimenti più promettenti.

Nel frattempo l'Atomflot, la sussidiaria della società nucleare statale Rosatom che si occupa dei rompighiaccio, ha inaugurato un nuovo centro di formazione a Murmansk, la base della flotta artica russa: in questo modo, secondo i dirigenti, si potrà addestrare il personale sul posto, evitando la spola con San Pietroburgo e risparmiando così tempo e denaro.

Nell'estate 2010 intanto due rompighiaccio, la Rossija e la 50 Let Pobedy, hanno aperto per la prima volta la rotta artica alle navi di grande stazza: hanno scortato da Murmansk alla Cina la nave cisterna Baltica, che trasportava gas condensato.

Proprio il trasporto di materie prime è l'altra frontiera per la navigazione artica russa: «Siamo convinti che la rotta artica sia transitabile per 5 o 6 mesi all'anno. E se costruiamo navi più potenti e più adatte, e tracciamo le rotte migliori possibili, possiamo anche allargare questa finestra», ha dichiarato Sergei Frank, capo esecutivo della Sovcomflot, proprietaria della Baltica.

La costruzione di metaniere a propulsione nucleare non è un'idea nuova, e ora è stata presa nuovamente in considerazione anche dalla multinazionale inglese Babcock.

Secondo la Babcock, sono diverse le ragioni che motivano un rinnovato interesse per la navigazione commerciale a propulsione nucleare: la preoccupazione per le emissioni di gas serra, l'aumento del prezzo dei combustibili fossili e infine l'esperienza che ne conferma sempre più la fattibilità tecnica.

Paolo Gangemi



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