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MONDO - Sondaggi e consultazioni
12-10-2010
La Russia a lezione di trasparenza

Un gruppo di nove esperti nucleari russi ha effettuato una missione nel Vermont (Stati Uniti nord-orientali) per avere indicazioni su una questione cruciale: come gestire la decisione di chiudere una centrale al termine della sua attività oppure prorogarla.
Recentemente il governo russo ha deciso di prolungare la vita di 13 reattori giunti alla scadenza prevista, e dovrà affrontare altre scelte dello stesso tipo in futuro. Dei 13 reattori, 4 si trovano nella centrale di Sosnovy Bor (circa 100 chilometri a ovest di San Pietroburgo), la cui proroga ha incontrato l'opposizione di alcune organizzazioni ambientaliste.
L'idea di organizzare manifestazioni di protesta è stata accantonata a causa dell'importanza economica della centrale nucleare, che dà lavoro a 35.000 persone e rappresenta l'80% del budget della cittadina.
L'alternativa è stata guardare alle esperienze all'estero: prima in Europa e ora in America. La scelta è caduta sul Vermont, che si trova attualmente nella stessa fase: deve decidere sull'eventuale proroga della centrale Vermont Yankee. La licenza della centrale scade nel 2012, ma la società Entergy, che la gestisce, ha chiesto di prolungarla fino al 2032.
Secondo gli esperti russi, la differenza principale sta nel modo in cui vengono prese le decisioni: in Russia il governo decide autonomamente, sulla base delle raccomandazioni degli enti di sicurezza nucleare. Negli Stati Uniti invece l'Entergy, oltre all'autorizzazione della Nuclear Regulatory Commission federale, dovrà ricevere il via libera anche dalle autorità locali, in seguito a discussioni pubbliche. Il dibattito non solo è vivo ma anche acceso, su entrambe le posizioni.
La differenza è stata sottolineata da Oleg Bodrov, uno dei membri della delegazione: «Per i russi non ci sono dibattiti a livello locale o statale: chi decide siede a Mosca. Qui invece la società civile fa sentire la sua voce».
Paolo Gangemi
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