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MONDO - Industria/economia
12-10-2010
Gli incentivi americani non sono sufficienti

Nonostante l'appoggio del presidente Barack Obama, il rinascimento nucleare ha avuto una battuta d'arresto proprio negli Stati Uniti: la società Constellation si è ritirata dal progetto per la costruzione di un reattore EPR nella centrale di Calvert Cliffs, sulla costa atlantica. Motivo: le condizioni economiche proposte dal governo sono «inaccettabili». In altre parole, gli incentivi decisi dall'amministrazione Obama non sono stati considerati sufficienti.
Il Dipartimento dell'energia aveva messo a disposizione 7,5 miliardi di dollari (5,4 miliardi di euro) in prestiti garantiti: il governo aveva cioè promesso, nel caso che l'azienda non fosse stata in grado di pagare il debito contratto per il progetto, di assumersene fino all'80%.
La Constellation non ha però trovato convincenti alcune clausole apparentemente secondarie: il Dipartimento dell'energia avrebbe infatti imposto alla società una tassa pari all'11,6% del totale, cioè 880 milioni di dollari (635 milioni di euro). Questa cifra sarebbe andata poi ad aggiungersi agli interessi da pagare sul debito: «Questo chiaramente distruggerebbe l'economia del progetto», ha dichiarato Michael Wallace, presidente della Constellation. Wallace ha detto di apprezzare gli incentivi del Dipartimento dell'energia, ma ha lamentato che l'Office of Management and Budget non sia stato in grado di affrontare i problemi per valutare il costo effettivo del progetto. «Le prospettive per una soluzione ragionevole rimangono del tutto incerte», ha concluso Wallace.
Il partner della Constellation nel progetto, la francese Edf, è al corrente della situazione ma non ha voluto commentare.
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