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MONDO - Sicurezza
13-10-2010
La tecnologia europea costa di più ma è la più sicura

I reattori coreani costano meno, ma quelli europei sono più sicuri: è un errore voler risparmiare a scapito della sicurezza della popolazione. È l'opinione di Sej Motau (nella foto), ministro ombra per l'energia sudafricano.
I nuovi reattori europei di terza generazione, fra cui l'Epr francese, hanno puntato sulla sicurezza massima, mentre la Corea del Sud produce e vende reattori di seconda generazione, più economici. I risultati commerciali finora hanno dato ragione alla Corea, in particolare nei Paesi in via di sviluppo: per esempio in occasione del faraonico bando per le centrali degli Emirati Arabi Uniti.
Anche il ministro sudafricano dell'energia Dipuo Peters ha firmato con la Corea del Sud accordi di cooperazione che sembrano preludere all'acquisto di tecnologie nucleari coreane: ora Motau e il suo partito Democratic Alliance, all'opposizione, lo criticano per aver scelto tecnologie più rischiose.
Gli standard di sicurezza asiatici non sono rigorosi come quelli europei e in particolare francesi: secondo Motau il Sudafrica dovrebbe quindi cooperare con l'Europa piuttosto che con la Corea o la Cina.
In generale, la Democratic Alliance è d'accordo sul rilancio dell'energia nucleare deciso dal governo per fronteggiare la crescita del fabbisogno e ridurre le emissioni di gas serra: è sulla scelta dei partner e delle tecnologie che critica il governo.
Inoltre Motau ha chiesto al ministro Peters di garantire la massima trasparenza in ogni fase del programma nucleare, per la delicatezza dell'argomento e a causa della corruzione notoriamente diffusa in tutto il Paese.
Paolo Gangemi
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