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Il programma nucleare britannico andrà avanti
Regno Unito: anche l’opposizione a favore del nucleare
MONDO - Politica
19-10-2010
Ecco il programma nucleare inglese

Il ministro dell'energia britannico Chris Huhne ha rivelato i dettagli del nuovo programma nucleare nazionale: 8 siti approvati (su una lista iniziale di 11) e la conferma che le nuove centrali saranno costruite senza sussidi statali.
Le nuove centrali sorgeranno tutte in aree già destinate a usi nucleari; una è Wylfa (Galles); le altre 7 si trovano in altrettante contee dell'Inghilterra: Bradwell (Essex), Hartlepool (Durham), Heysham (Lancashire), Hinkley Point (Somerset), Oldbury (Gloucestershire), Sellafield (Cumbria) e Sizewell (Suffolk).
Il rifiuto del governo di contribuire con finanziamenti pubblici al programma nucleare riguarda tutto l'arco di vita delle centrali, comprese la gestione delle scorie e la dismissione degli impianti. Questo non vuol dire però che lo Stato rinunci ad avere voce in capitolo: anzi, «imporrà agli operatori delle centrali un regime ancora più severo di quello in vigore».
Né l'assenza di finanziamenti né i giri di vite sulle norme regolatorie hanno scoraggiato le aziende nucleari inglesi, che hanno accolto con soddisfazione il discorso del ministro: secondo Keith Parker, direttore esecutivo della Nuclear Industry Association britannica, «le società che fanno parte della nostra organizzazione si stano preparando a investire miliardi di sterline nelle infrastrutture energetiche nazionali. Il fatto che il governo abbia fatto maggiore chiarezza darà sicurezza agli investitori su una sufficiente stabilità del progetto a livello politico».
Huhne ha sottolineato poi che l'energia nucleare e le fonti rinnovabili non sono in contrapposizione, ma anzi devono contribuire insieme al nuovo mix energetico nazionale: «Abbiamo bisogno delle rinnovabili, del nucleare, di centrali a combustibili fossili equipaggiate per la cattura e lo stoccaggio dell'anidride carbonica, e delle infrastrutture per allacciare tutti questi impianti alla rete elettrica».
Il ministro ha però bocciato, giudicandolo troppo costoso, il progetto per un gigantesco impianto da 30 miliardi di sterline (34 miliardi di euro) per ricavare energia dalle maree nell'estuario del fiume Severn: «I costi e i rischi per i contribuenti sarebbero eccessivi in confronto ad altre soluzioni a basse emissioni di anidride carbonica».
(Nessum commento.)



