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ITALIA - Industria/economia



19-10-2010

General Electric: la soluzione migliore per l’Italia è il reattore Esbwr



General Electric: la soluzione migliore per l’Italia è il reattore Esbwr

C'è un terzo modello di reattore candidato per le centrali italiane. Dopo l'Epr francese, scelto dal consorzio Enel-Edf, e l'AP1000 americano, proposto dalla Westinghouse, anche il gruppo General Electric-Hitachi ha proposto un reattore di terza generazione avanzata: l'Esbwr (Economic Simplified Boiling Water Reactor).

Il modello appartiene alla categoria dei reattori ad acqua bollente, e consiste essenzialmente in un'evoluzione del precedente reattore SBWR. Ha una potenza di 1520 MW e una durata di 60 anni.

In un'intervista al sito Quotidiano Energia, Danny Roderick, vicepresidente del settore Progetti nucleari della società, ha spiegato i vantaggi di questa soluzione, a partire dalla sicurezza: «Il nostro design Esbwr vanta il più basso rischio di danno del nocciolo rispetto a qualsiasi altro design attualmente preso in esame in Italia».

C'è poi la questione dei tempi e dei costi. Anche in questo caso, secondo Roderick, la società nippo-americana è «in grado di offrire condizioni ottimali sul fronte sia dei costi che dei tempi di realizzazione. Abbiamo dato prova di essere in grado di fornire un impianto completo di terza generazione nel rispetto delle tempistiche e dei budget. La prevedibilità di tempi e costi è essenziale per soddisfare i requisiti del Governo italiano in tema di riduzione delle emissioni di gas serra combinata alle esigenze di sicurezza energetica».

La promessa si basa sull'esperienza maturata: «General Electric e il suo partner Hitachi costruiscono con successo centrali ad acqua bollente da oltre 50 anni; questo ci consente di garantire prevedibilità, affidabilità e rispetto dei costi sia nella fase di pianificazione che in quella di realizzazione».

Le centrali proposte, anche se di progettazione americana, lascerebbero ampio spazio all'industria italiana: «È dagli anni Sessanta che lavoriamo con moltissime imprese italiane che hanno esportato apparecchiature e test per General Electric in tutto il mondo; saremmo lieti di assistere a una crescita di queste realtà anziché vedere importati i componenti da un altro Paese».

Infine, secondo Roderick, la diversificazione dei modelli di reattore è una garanzia per l'Italia: «Sul piano della sicurezza energetica l'Italia dovrebbe preoccuparsi del fatto che se tutti i suoi impianti fossero uguali a quelli dei Paesi vicini, la scoperta di un solo problema determinerebbe l'interruzione sia dei rifornimenti primari che di quelli di riserva. Per questo riteniamo sensato adottare un approccio diversificato come quello delle utility statunitensi, optando per più tecnologie affinché il portafoglio non sia eccessivamente legato a un'unica tipologia di soluzione o di impianto».



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