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MONDO - Politica
29-10-2010
L’energia nucleare va considerata e incentivata alla stregua delle rinnovabili

L'energia nucleare dovrebbe essere inclusa in qualsiasi norma in favore delle energie rinnovabili. Lo ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti Christine Todd Whitman (nella foto), ex governatore del New Jersey e dirigente dell'Environmental Protection Agency (Agenzia per la protezione dell'ambiente).
I politici americani stanno studiando iniziative per imporre alle aziende una quota minima di energia da ricavare da fonti rinnovabili; la Clean and Safe Energy Coalition, presieduta da Christine Todd Whitman, chiede che la voce "rinnovabili" venga sostituita da "pulite" o "verdi".
L'energia nucleare infatti non è tecnicamente rinnovabile, ma come il solare e l'eolico emette quantità bassissime di gas serra. Secondo la Whitman il criterio da premiare è l'assenza di emissioni che provocano inquinamento e contribuiscono al riscaldamento globale: «Quello che vogliamo è energia pulita, verde. E bisognerebbe lasciare al mercato la scelta».
La Whitman motiva la sua proposta con una doppia necessità; da un lato la riduzione delle emissioni, dall'altro il mantenimento della sicurezza energetica. E le rinnovabili, afferma, da sole non bastano a soddisfare il crescente fabbisogno energetico.
Il presidente della Commissione energia del Senato, Jeff Bingaman, ha presentato invece una proposta di legge in cui compaiono solo le fonti rinnovabili, stabilendo una quota minima del 15% entro il 2021: «L'energia nucleare è una parte importante del nostro mix energetico, ma l'industria nucleare è matura e ha già beneficiato di sostanziosi aiuti federali per più di mezzo secolo». Alla sua proposta si oppongono gli Stati del Sud-est, dotati di minori risorse rinnovabili (in particolare per quanto riguarda il vento).
Un possibile compromesso è quello prospettato da Richard Caperton, un analista politico del Center for American Progress, specializzato in energie pulite: «Una possibilità per comprendere l'energia nucleare consiste nel prevedere uno standard nazionale con possibili variazioni locali», in base alle caratteristiche e alle politiche dei singoli Stati. In questo modo il Sud-est potrebbe continuare a puntare sul nucleare in misura maggiore rispetto agli altri Stati.
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