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MONDO - Energia



08-11-2010

Le centrali americane dureranno il doppio?



Le centrali americane dureranno il doppio?

Molte centrali nucleari americane, concepite per durare 40 anni, hanno avuto una proroga di 20 anni. E potrebbe arrivarne un'altra, per un totale di 80 anni di vita. Anche in Europa l'attività di molte centrali è stata prolungata: è successo per esempio in Germania, fra proteste e polemiche, e in Spagna.

L'Electric Power Research Institute (EPRI), un'associazione americana di ricerca sull'energia, sta portando avanti uno studio per valutare la fattibilità della seconda proroga; in particolare sta studiando il deterioramento dell'acciaio e del cemento con cui sono costruiti i reattori.

Con il passare del tempo infatti il cemento diventa più friabile, mentre le radiazioni indeboliscono l'acciaio: il recipiente d'acciaio che contiene il nocciolo potrebbe cedere nel caso in cui il sistema di sicurezza vi pompasse acqua a causa di un guasto.

Gli esperti dell'EPRI, però, sottolineano che nei reattori in attività questi fenomeni di deterioramento non sono mai stati osservati a un livello tale da creare preoccupazioni: secondo loro non costituiscono un ostacolo per le proroghe dei reattori. Non tutti però sono d'accordo: secondo l'Union of Concerned Scientists i reattori stanno entrando nella loro ultima fase di vita. Per questo l'EPRI sta pensando di ammodernare i vecchi reattori, per esempio installando i sistemi di controllo digitale caratteristici dei nuovi impianti. Le "cavie" prese in considerazione dall'EPRI sono la centrale Robert E. Ginna e il primo reattore della centrale di Nine Mile Point 1 (entrambe nello Stato di New York).

Se in Germania la proroga servirà a coprire il periodo sufficiente a sviluppare le energie rinnovabili, gli Stati Uniti sono in attesa delle prossime centrali nucleari: «Se mandiamo in pensione le centrali in funzione al termine della licenza, ci ritroveremo con un periodo "scoperto" prima che le nuove centrali siano pronte», ha spiegato Maria Korsnick, direttore dell'energia nucleare della Constellation, che gestisce le due centrali considerate dall'EPRI.



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