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MONDO - Ambiente e salute
10-11-2010
Gli obiettivi di Copenaghen saranno sempre più difficili da raggiungere
La Conferenza di Copenaghen del dicembre 2009 aveva fissato la soglia di 2 gradi come aumento massimo della temperatura in conseguenza del riscaldamento globale: un obiettivo da raggiungere principalmente riducendo le emissioni di gas serra.
Il traguardo è teoricamente ancora raggiungibile, ma centrarlo diventerà sempre più difficile. Lo afferma il rapporto "World Energy Outlook 2010", realizzato dall'International Energy Agency (IEA) e presentato a Londra il 9 novembre 2010 dal direttore esecutivo Nobuo Tanaka.
Un problema è intrinseco alle decisioni prese a Copenaghen: gli impegni concreti non sono all'altezza dell'obiettivo finale, ambizioso ma non vincolante. La difficoltà principale però, secondo l'IEA, è l'aumento della domanda energetica nelle economie emergenti, a partire da India e Cina. In questo contesto, solo se tutte le politiche annunciate dai vari Paesi per la riduzione delle emissioni saranno effettivamente messe in pratica si potranno raggiungere gli obiettivi di Copenaghen.
Il documento analizza tre possibili scenari fino al 2035. Nello scenario di base, chiamato "Politiche attuali", si immagina la prosecuzione delle politiche attuali, in cui cioè gli impegni assunti dai vari Paesi non vengono attuati. Lo scenario intermedio, chiamato "Nuove politiche", è quello su cui il rapporto insiste di più, e prevede un'attuazione parziale degli impegni presi. Secondo l'IEA, però, neanche questo scenario sarà sufficiente per centrare l'obiettivo di Copenaghen: l'aumento stimato della temperatura globale sul lungo periodo sarà di 3,5 gradi. Infine lo scenario 450 considera tutte le politiche energetiche necessarie per l'obiettivo finale.
Per quanto riguarda l'energia nucleare, la potenza installata aumenta in tutti e tre gli scenari. Nello scenario Nuove politiche, con 360.000 nuovi MW installati e molte centrali prorogate rispetto alla scadenza originale, la quota dell'energia prodotta dal nucleare aumenterà dal 6% del 2008 all'8% nel 2035. Più sensibile la crescita delle fonti rinnovabili, che passeranno dal 7% al 14%. Nello scenario 450, il più ambizioso, sia l'energia nucleare sia le rinnovabili aumenteranno sensibilmente, arrivando complessivamente al 38% del totale dell'energia prodotta: il doppio del valore del 2008.
«Il messaggio è chiaro. Dobbiamo fare in modo che gli impegni assunti in materia di cambiamenti climatici siano interpretati nel modo più forte possibile, e che nuovi impegni, molto più esigenti, siano assunti a partire dal 2020, se non prima. In caso contrario, il traguardo sarà senz'altro irraggiungibile», ha commentato Tanaka.
(Nessum commento.)



