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11-11-2010

Per i reattori di ricerca è l’ora dell’uranio a basso arricchimento



Per i reattori di ricerca è l’ora dell’uranio a basso arricchimento

Il reattore di ricerca sudafricano Safari 1 (nella foto), il primo al mondo a produrre isotopi medici su scala industriale senza usare uranio ad alto arricchimento, è stato inaugurato a settembre e già ha avuto un'ordinazione da 18 milioni di euro: il contratto è stato aggiudicato alla società sudafricana South African Nuclear Energy Corporation (Necsa), che gestisce il reattore, dalla National Nuclear Security Administration (NNSA) del Dipartimento dell'energia (Doe) americano.

Il contratto riguarda la fornitura di molibdeno 99, uno degli isotopi medici più importanti: serve per la produzione del tecnezio 99, utilizzato in più dell'80% delle applicazioni di diagnostica nucleare e degli studi funzionali di organi e apparati anatomici.

«Questo dimostra che il Sudafrica ha implementato con successo il primo reattore al mondo che produce isotopi medici su larga scala a partire da uranio a basso arricchimento», ha fatto sapere un comunicato della Necsa.

«Il contratto fa parte dell'impegno della NNSA per sviluppare mezzi di produzione del molibdeno 99 in sicurezza e senza l'uso di uranio ad alto arricchimento», ha spiegato Ken Baker, viceamministratore della Sezione non proliferazione della NNSA.

Gli Stati Uniti, per il loro ruolo di "gendarme" internazionale, sono il Paese più interessato a limitare il più possibile la circolazione dell'uranio ad alto arricchimento e quindi i rischi di proliferazione nucleare.

In questo senso il governo americano ha trovato una sponda istituzionale nell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA): in occasione della 32ma conferenza su "Reduced Enrichment for Research and Test Reactors", organizzata a Lisbona dall'IAEA e dal Doe, Parrish Staples, del Global Threat Reduction Initiative del Doe, ha consegnato a Pablo Adelfang, capo della Sezione reattori di ricerca dell'IAEA, un riconoscimento «per il suo lavoro per la riduzione dell'uranio ad alto arricchimento». Secondo il Doe, Adelfang, promuovendo l'uso pacifico dell'energia nucleare, «ha contribuito in modo significativo alla riduzione globale dell'uranio ad alto arricchimento».

Paolo Gangemi



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