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No delle Regioni al decreto sui siti nucleari, ma il governo andrà avanti
ITALIA - Politica
15-11-2010
Le Regioni non possono opporsi alle centrali
Le Regioni italiane non hanno l'autorità per proibire la costruzione di impianti nucleari sul proprio territorio. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale, dichiarando illegittime le leggi regionali con cui Campania, Puglia e Basilicata avevano vietato l'installazione sul proprio territorio di centrali nucleari, depositi di scorie e impianti per la fabbricazione di combustibile nucleare.
Le leggi regionali, secondo la Consulta, hanno "invaso" la competenze dello Stato per quanto riguarda la tutela dell'ambiente e la sicurezza. La bocciatura segue la sentenza con cui a giugno la Corte Costituzionale aveva respinto i ricorsi di dieci Regioni contro la delega al Governo in materia di energia nucleare.
«È stata fatta chiarezza: la competenza in materia di ambiente e sicurezza è dello Stato. E ora procederemo velocemente per consentire al nostro Paese di utilizzare una forma di energia pulita e sicura», ha commentato il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo.
Gli esponenti politici delle Regioni interessate hanno dichiarato di rispettare la sentenza, ma non rinunciano a far sentire la propria voce: «A noi tocca valutare le condizioni del territorio dal punto di vista geomorfologico, fisico e ambientale e segnalare al governo se sia tecnicamente possibile realizzare questi impianti», ha dichiarato Giovanni Romano, assessore all'ambiente della Regione Campania.
Secondo Roberto Della Seta, capogruppo del Partito Democratico nella commissione ambiente del Senato, la sentenza va rispettata, ma è «politicamente e socialmente impensabile fare le centrali contro la volontà delle Regioni e dei cittadini». Simile la posizione di Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori, che ha dichiarato di rispettare il pronunciamento della Consulta ma ha insistito sulla volontà di ricorrere al referendum per dirimere la questione del nucleare.
(Nessum commento.)



