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16-11-2010

Nucleare contro la siccità



Nucleare contro la siccità

L'Australia, uno dei pochi Paesi altamente industrializzati a non avere centrali nucleari, potrebbe costruire reattori non solo per immettere elettricità nella rete elettrica, ma anche per combattere la siccità.

Il suggerimento viene da Erica Smyth, presidente della società mineraria Toro Energy, che l'ha argomentato in un'intervista al giornale The Advertiser. Erica Smyth pensa a un impianto congiunto per generare elettricità e produrre acqua potabile: «per gli impianti di desalinizzazione il mezzo ideale è il calore residuo delle centrali nucleari». In questo modo si risolverebbe almeno in parte la cronica scarsità d'acqua che affligge l'Australia.

L'uso di reattori nucleari per desalinizzare l'acqua è allo studio in diversi altri Paesi desertici, come la Giordania, la Libia e l'Arabia Saudita. In Kazakistan il reattore di Aktau ha desalinizzato l'acqua del Mar Caspio per 27 anni, con un ritmo di 80 milioni di litri al giorno. Anche ad Haiti, dopo il disastroso terremoto, una grande quantità di acqua potabile è stata offerta alla popolazione grazie ai reattori nucleari delle portaerei americane che portavano gli aiuti umanitari.

Anche per quanto riguarda l'elettricità Erica Smyth insiste sui vantaggi del nucleare: «Se vogliamo le auto elettriche, se vogliamo ridurre le emissioni, dobbiamo aumentare la nostra potenza elettrica di carico base, ma per questo le fonti rinnovabili non bastano».

Il problema dell'Australia, secondo Erica Smyth, è che manca ancora un dibattito sull'argomento: «Ci vorrebbe come prima cosa almeno un dibattito pubblico in Australia sull'energia nucleare e sul suo ruolo nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica e nel rifornimento di acqua potabile».

Paolo Gangemi



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