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17-11-2010

Nucleare: il Piemonte ha solo da guadagnarci



Nucleare: il Piemonte ha solo da guadagnarci

Il Piemonte, la Regione italiana più coinvolta nell'industria nucleare, potrà ricavare grandi benefici dal nuovo programma nucleare nazionale. Per questo non poteva mancare una tappa torinese del roadshow "L'energia nucleare accende la ricerca", che Enel e Edf stanno portando in giro per l'Italia.

L'incontro di Torino del 16 novembre, che ha seguito quelli di Genova e Palermo, ha preso le mosse da una situazione regionale particolare: con l'ex centrale di Trino Vercellese, l'impianto per la produzione del combustibile di Bosco Marengo e il comprensorio nucleare di Saluggia, il Piemonte è l'unica Regione che ha partecipato a tutte le fasi della produzione di energia nucleare.

Inoltre l'80% delle scorie attualmente presenti in Italia si trovano in Piemonte, fra Trino e Saluggia. Infine (e soprattutto) c'è l'interesse delle aziende: una delle Regioni più industrializzate sarà anche fra quelle che avranno più benefici dall'indotto dell'energia nucleare.

A tutto ciò bisogna aggiungere l'atteggiamento possibilista della nuova giunta regionale: «Per la Regione Piemonte non esistono preclusioni all'utilizzo del nucleare. È una tecnologia che può garantire una produzione di energia più economica rispetto ad altre fonti», ha dichiarato Massimo Giordano, assessore allo sviluppo economico e all'energia.

In precedenza l'assessore all'ambiente Roberto Ravello aveva affermato: «Il Piemonte non può che pensare di mettersi a disposizione per fare la propria parte», aggiungendo di «non avere timori per il fatto che la nostra Regione possa aprirsi al nucleare».

Bruno Panella, direttore del Dipartimento di energetica del Politecnico di Torino, ha fatto gli onori di casa dell'incontro, al margine del quale ha spiegato alla Stampa che i timori della popolazione sono di gran lunga esagerati: «Pochi altri tipi di impianti offrono la stessa sicurezza. Se analizziamo l'approccio che viene seguito nella costruzione degli impianti, c'è sempre stata la massima attenzione nel progetto dell'impianto per la sicurezza e le cause di rischio. Le probabilità che possa succedere qualcosa di grave al di fuori della centrale sono estremamente basse».



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