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19-11-2010

Navi a propulsione nucleare: il grande ritorno



Navi a propulsione nucleare: il grande ritorno

La necessità di ridurre le emissioni di gas serra sta spingendo l'industria navale a cercare nuove alternative per la propulsione delle navi. E la tecnologia nucleare sta predisponendo proprio in questi giorni una soluzione particolarmente promettente: i minireattori nucleari.

Il primo accordo è stato firmato fra la Hyperion, che sta progettando i minireattori, la società armatrice greca Enterprises Shipping and Trading e la società costruttrice inglese BMT Nigel Gee: insieme «studieranno le applicazioni pratiche marittime per i piccoli reattori».

Le imbarcazioni a propulsione nucleare non sono un'invenzione recente: sono state costruite dagli anni Sessanta in vari Paesi, ma senza una grande diffusione. Solo la Russia ha puntato con convinzione su questa strada, con una flotta artica di rompighiaccio nucleari composta da sette navi e, più recentemente, con l'Akademik Lomonosov, la prima "centrale nucleare galleggiante": in pratica un reattore montato sulla nave, in modo da poter fornire elettricità a zone difficilmente raggiungibili altrimenti.

In tutti questi casi però le navi sono state usate all'interno dei rispettivi Paesi: la novità principale delle prossime navi sarà l'utilizzo su larga scala nel commercio internazionale. Per questo il progetto prevede anche lo studio di una cornice regolatoria internazionale, sotto la guida dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO) e dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica.

Le caratteristiche del reattore della Hyperion sono idonee allo scopo: un ingombro di appena 1,5 per 2,5 metri e una potenza di 25 MW. I problemi dell'installazione di un reattore su una nave sono però diversi, dalla protezione dalle radiazioni all'addestramento specifico dell'equipaggio.

Paolo Gangemi



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