News
ITALIA - Formazione/comunicazione
19-11-2010
Nucleare e mass media: un rapporto difficile
L'energia nucleare si basa su scoperte scientifiche fra le più importanti del Novecento. Eppure, oggi, gli aspetti tecnologici non sono l'ostacolo principale allo sviluppo del nucleare, in Italia e nel mondo: i problemi sono soprattutto di ordine politico, economico e sociale, a partire dalla diffidenza di buona parte dell'opinione pubblica.
Per questo il Gruppo di ricerca nucleare San Piero a Grado dell'Università di Pisa ha organizzato il 15 novembre un seminario intitolato "Tecnologia Nucleare & Mass Media", con la partecipazione di esperti di organizzazioni internazionali, enti di ricerca italiani ed esponenti del mondo industriale e accademico.
Il tema più scottante, come evidenziato già dal titolo dell'incontro, è la comunicazione: il rettore dell'Università di Pisa, Massimo Mario Augello, ha ricordato la criticità del rapporto tra tecnologia nucleare e mass media, che genera diffidenza e disinformazione.
La conseguenza è che «il mondo politico italiano, diversamente dalla maggioranza dei Paesi avanzati, non ha potuto avere il supporto stabile e un consenso adeguato della popolazione per disegnare politiche a lungo termine che questo genere di problemi richiede».
Secondo gli organizzatori, «per realizzare un programma nucleare sono indispensabili la partecipazione della popolazione e il consenso della maggioranza. Questo è un fatto ormai assodato e a tutti chiaro. Ma partecipazione e consenso richiedono consapevolezza, capacità di scelta, conoscenza delle alternative, dei costi e dei benefici. In breve richiedono comunicazione, cioè informazione e dialogo».
Servirà quindi «un'azione di informazione più generale, rivolta a tutti gli strati della popolazione che rappresenti in modo oggettivo, scientifico, con un'azione scevra da approcci ideologici, la realtà dell'energia nucleare oggi nel mondo, e ne svisceri vantaggi e svantaggi, eccellenze e difficoltà, in modo da consentire a chiunque voglia farsi un'idea sul tema di avere a disposizione tutti gli elementi per decidere da che parte stare».
Nelle intenzioni degli organizzatori, il seminario di Pisa potrebbe costituire «il primo passo per porre le basi per la costituzione di un "Foro-di-Competenza" indipendente per uno sviluppo coerente della produzione di energia elettrica in Italia».
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



