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22-11-2010

Riprocessare o non riprocessare?



Riprocessare o non riprocessare?

Il ciclo del combustibile nucleare, così com'è strutturato attualmente negli Stati Uniti, è insostenibile. Lo afferma Sarah Widder, dell'Energy and Environment Directorate del Pacific Northwest National Laboratory.

Il progetto per il deposito unico di scorie a Yucca Mountain, scelto con il Nuclear Waste Policy Act del 1982, ha incontrato forti opposizioni, finché il presidente Barack Obama l'ha accantonato. Gli Stati Uniti si trovano così senza una politica definita per quanto riguarda le scorie. Il segretario all'energia Steven Chu ha istituito allora una commissione per verificare le alternative, compresa l'opzione del riprocessamento, finora esclusa a priori ma adesso esaminata con interesse.

Come osserva Sarah Widder, il riprocessamento presenta vantaggi e svantaggi. I principali lati positivi sono che la quantità di scorie ad alta attività si riduce fino a un quarto, e il loro periodo di radioattività scende da centinaia di migliaia di anni a migliaia di anni. Inoltre una parte delle scorie può essere riutilizzata come combustibile, riducendo il fabbisogno di uranio.

Per questi motivi il riprocessamento è stato scelto in vari Paesi, come la Francia, il Regno Unito e la Russia. Francia e Regno Unito offrono il servizio anche ad altri Paesi, fra cui l'Italia: le scorie vengono inviate negli impianti di riprocessamento, trattate e poi rispedite nei Paesi originari.

I lati negativi sono legati innanzitutto ai costi per la costruzione degli impianti di riprocessamento, ma il vero motivo per cui gli Stati Uniti finora hanno scartato questa opzione è il rischio di proliferazione nucleare.

Secondo Sarah Widder gli Stati Uniti, per definire la loro politica in materia di energia nucleare, dovranno valutare tutti gli aspetti legati alla sostenibilità, al rischio di proliferazione, alla fattibilità commerciale, alla gestione sicura delle scorie e alla sicurezza energetica.



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