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ITALIA - Politica
23-11-2010
Veronesi: serve il consenso delle Regioni

Per costruire gli impianti nucleari in Italia non si può fare a meno del consenso politico delle Regioni interessate, anche se la Corte di Cassazione ha stabilito che dal punto di vista normativo non è necessario. Lo ha affermato Umberto veronesi, presidente dell'Agenzia italiana per la sicurezza nucleare, in un'intervista al quotidiano americano Financial Times.
Secondo Veronesi, l'approvazione da parte del Parlamento dei vertici dell'Agenzia potrebbe trovare ostacoli maggiori del previsto a causa della crisi di governo. In caso affermativo, la prima cosa che Veronesi afferma di voler fare è mettere in piedi l'Agenzia con un budget limitato e un personale che consisterà di un centinaio di scienziati nucleari.
I passi successivi saranno stabilire di quanti reattori ha bisogno l'Italia, quale modello scegliere e, soprattutto, individuare i siti per la loro costruzione. Proprio a questo proposito Veronesi ha ribadito che, anche se il parere delle Regioni non è tecnicamente vincolante, bisogna tenerne conto comunque per motivi di opportunità politica.
Per quanto riguarda la tabella di marcia, che il quotidiano americano descrive «in ritardo a causa di scandali di corruzione e discrepanze interne», Veronesi conferma la data del 2020 per l'entrata in funzione del primo reattore, e anzi si augura che i tempi possano essere accelerati.
Il Financial Times ricorda anche che l'Italia deve trovare una soluzione alla questione delle scorie; a questo proposito, secondo Veronesi, la risposta potrebbe trovarsi fuori dai confini nazionali: le agenzie nucleari di vari Paesi europei stanno pensando a sistemare le rispettive scorie in un unico deposito europeo, o al più in due o tre depositi.
(Nessum commento.)



