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ITALIA - Formazione/comunicazione
25-11-2010
Rafforzare il dialogo fra industria e università

Per costruire una nuova cultura del nucleare in Italia è essenziale la collaborazione tra industria e mondo accademico, sia per la ricerca tecnologica, sia per la comunicazione al pubblico. In quest'ottica Enel e Edf hanno organizzato il roadshow "L'energia nucleare accende la ricerca", che ha fatto tappa a Pisa il 24 novembre.
L'incontro, organizzato alla Facoltà di ingegneria dell'Università, ha seguito gli eventi analoghi di Genova, Palermo e Torino. Il prossimo appuntamento è il 3 dicembre a Bologna.
Per gli organizzatori uno degli obiettivi principali dell'iniziativa è diffondere un'informazione senza pregiudizi sull'energia nucleare, anche illustrando i possibili benefici per le comunità locali.
È intervenuto all'incontro Luca Desiata, responsabile sviluppo e Business Model dell'Area tecnica nucleare di Enel, secondo cui «i territori dove saranno costruite le centrali non sono ancora stati individuati, ma è giusto ricordare fin da subito che la ricaduta sarà estremamente importante in termini socioeconomici. Prevediamo che nelle centrali a regime lavoreranno più di 300 persone stabilmente, con punte di tremila addetti durante la loro costruzione. A questi vanno aggiunti gli addetti di un indotto che sarà molto ampio».
L'altro grande tema del dialogo fra università e impresa è la formazione: in Italia gli scienziati specializzati in campo nucleare sono ancora pochi, e la maggior parte di loro vengono assorbiti dal mercato del lavoro straniero.
Sulla necessità dell'energia nucleare per l'Italia Desiata non ha dubbi: «Il nucleare non è la soluzione ai problemi energetici, ma senza il nucleare non c'è soluzione». Per quanto riguarda la tabella di marcia del programma nucleare, Desiata è fiducioso: «Contiamo di posare la prima pietra di una delle quattro centrali nucleari che saranno realizzate in Italia entro il 2013».
Commenti (1). Pagina 1 di 1
AleD | 8:52pm - Thursday, 25 November 2010 |
Suggerirei che oltre a fare incontri pubblici che dovrebbero essere ben più numerosi, di far seguire a gente del settore anche newsgroup e siti vari che trattano dell'argomento. Ce ne sarebbe un gran bisogno, di informazione obiettiva intendo. | |



