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MONDO - Ambiente e salute
26-11-2010
Senza nucleare sarà dura per l’Australia rispettare gli impegni sulle emissioni

Per l'Australia sarà molto difficile raggiungere il proprio traguardo di riduzione delle emissioni di gas serra se non avvierà un programma nucleare e se la "scommessa" sulla cattura dell'anidride carbonica non darà i risultati sperati.
Lo ha dichiarato Nobuo Tanaka, direttore esecutivo dell'International Energy Agency, commentando un rapporto commissionato dal ministro australiano delle risorse e dell'energia Martin Ferguson.
Il rapporto esamina i costi delle diverse fonti di energia a basse emissioni di anidride carbonica. Il risultato è che la tecnologia degli impianti a carbone con la cattura dell'anidride carbonica sarebbe ancora più economica del nucleare, ma come ha riconosciuto lo stesso Ferguson serviranno ancora 10 anni per sapere se sarà una strada percorribile.
«Se le tecniche di cattura e stoccaggio dell'anidride carbonica non sono ancora pronte, e se non avete energia nucleare, le energie rinnovabili da sole saranno molto, molto costose, oltre che fragili in termini di produttività», ha spiegato Tanaka.
L'Australia si è prefissa di ridurre le emissioni di gas serra del 60% entro il 2050: a questo scopo il governo ha stanziato 2 miliardi di dollari (circa 1,5 miliardi di euro) in progetti su scala industriale di cattura dell'anidride carbonica, ma è rimasto fermo sulla preclusione al nucleare.
Un articolo pubblicato il 25 novembre sulla rivista Energy da un gruppo di scienziati australiani conferma però che il nucleare è la tecnologia più economica fra quelle grado di limitare a 2 gradi l'aumento della temperatura globale. Le tecnologie per la cattura dell'anidride carbonica sono potenzialmente efficaci ma solo se interverranno rapidamente grandi progressi tecnologici: lo ha affermato Barry Brook, coautore dello studio e direttore dell'Environment Institute della University of Adelaide.
Paolo Gangemi
(Nessum commento.)



