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MONDO - Uranio e combustibile
24-12-2010
La Russia compra miniere di uranio in tutto il mondo

La Russia continua la sua aggressiva strategia di acquisti per garantirsi il controllo delle risorse di uranio. Con le ultime operazioni la società russa Atomredmetzoloto (ARMZ) si è assicurata due importanti giacimenti in Mongolia e in Tanzania.
Il primo accordo riguarda il giacimento di Dornod, nella Mongolia nord-orientale, non lontano dal confine con la Russia: per il suo sfruttamento è stata formata una joint venture di cui la società mongola MonAtom avrà il 51% e l'ARMZ il 49%. L'accordo, favorito dai buoni rapporti politici fra i due Paesi, fa così sfumare le speranze della società mineraria canadese Khan, che a sua volta aveva puntato su Dornod.
«La società nucleare statale russa Rosatom, e la sua sussidiaria ARMZ per quanto riguarda il settore minerario, collaboreranno con i partner mongoli per raggiungere gli obiettivi fissati dai leader dei due Paesi in termini di esplorazione geologica ed estrazione di uranio», ha dichiarato Vadim Zhivov, direttore generale dell'ARMZ.
L'ultimo "colpo" dell'ARMZ è l'acquisto della società australiana Mantra Resources: l'offerta di 900 milioni di euro per il 100% delle azioni della società è stata approvata all'unanimità dal consiglio di amministrazione della Mantra, e aspetta ora solo il via libera delle autorità australiane. Con questa acquisizione l'ARMZ di aggiudicherà fra le altre cose il giacimento di Mjuku River, in Tanzania (Africa orientale), uno dei più promettenti del mondo con riserve stimate in 39.000 tonnellate di uranio.
I due nuovi acquisti seguono quello della società mineraria canadese Uranium One, di cui l'ARMZ aveva acquistato il 51% delle azioni nel giugno 2010, rafforzando la propria presenza nelle ricche miniere del Kazakistan.
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