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MONDO - Energia



27-12-2010

La Scozia non vuole l’energia nucleare, ma ora la compra dalla Francia



La Scozia non vuole l’energia nucleare, ma ora la compra dalla Francia

La Scozia continua a opporsi alla costruzione di centrali nucleari, puntando invece sulle grandi risorse di fonti rinnovabili. Negli ultimi giorni però, proprio in concomitanza con i picchi della domanda, le turbine eoliche sono al minimo: è stato necessario il ricorso all'energia di back-up, importata dalla Francia.

Il governo autonomo scozzese, controllato dallo Scottish National Party, insiste nell'opporsi all'energia nucleare e rifiuta di costruire altre centrali, neanche per sostituire quelle di Hunterston B e Torness che andranno in pensione nel 2016 e nel 2023 rispettivamente.

In compenso la Scozia ospita la maggior parte degli impianti eolici britannici, la cui potenza totale è di 2430 MW; in particolare il parco eolico di Whitelee (Scozia meridionale) è il più grande d'Europa, con 140 turbine in funzione.

Il problema è che il vento cala quando le temperature sono estremamente basse, cioè proprio quando il fabbisogno di elettricità raggiunge uno dei picchi. L'ondata di freddo che ha colpito la Gran Bretagna nel dicembre 2010 non ha fatto eccezione: fra il 16 e il 26 dicembre, secondo il Balancing Mechanism Reporting System, la potenza media eolica disponibile nel Regno Unito è scesa a 261 MW, con punte negative, registrate verso le 17,30 del 20 e del 21 dicembre, di 62 MW e 61 MW, pari ad appena il 2,5% della capacità totale.

In entrambe le occasioni la richiesta totale del Regno Unito era salita a 60.000 MW, uno dei valori più alti di sempre. È stato così necessario ricorrere all'energia di back-up importata dalla Francia, dove la maggior parte dell'elettricità viene prodotta con l'energia nucleare.



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