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ITALIA - Commenti
28-12-2010
L’energia nucleare è una questione internazionale

Non si può parlare di energia nucleare in Italia senza riferirsi almeno al contesto europeo: il tema è per sua natura internazionale, e l'Unione Europea sta insistendo su questo aspetto, accentrando sempre più la normativa.
Lo ha spiegato Giuseppe Zollino, docente di impianti nucleari all'Università di Padova, intervenendo alla giornata di studi sul nucleare organizzata a Roma il 14 dicembre dall'Associazione italiana nucleare (AIN).
«Non ci sarà mai un nucleare all'italiana, ma neanche alla francese, all'inglese o alla tedesca e via dicendo. La comunità del nucleare, per sua natura, è ormai internazionale», ha affermato Zollino, aggiungendo che «questo è il miglior biglietto da visita possibile per chi chiede, a ragione, sicurezza».
Le direttive europee stanno estendendo il loro campo d'azione, coprendo via via tutti gli ambiti dell'energia nucleare: sicurezza, decomissionamento, gestione delle scorie. Lo scopo è uniformare il più possibile il quadro normativo fra i vari Stati membri.
Per esempio, come ha ricordato Zollino, la direttiva 2009/71 «istituisce un quadro comunitario per la sicurezza degli impianti nucleari». Per quanto riguarda le scorie invece ogni Paese è responsabile per le proprie, ma l'Unione Europea «non esclude la creazione di siti comuni tra più Stati membri che trovino accordi tra di loro».
Nel 2010, inoltre, una consultazione pubblica ha mostrato che «tra gli abitanti dei 27 c'è aspettativa per una legislazione sovranazionale che garantisca meglio la sicurezza»: la «stragrande maggioranza dei cittadini Ue ritiene che la regolamentazione dei rifiuti deve essere sovranazionale». Questo conferma che nessun Paese può intraprendere una strada del tutto autosufficiente per lo sfruttamento dell'energia nucleare.
In seguito alla consultazione, la Commissione Europea ha pubblicato una bozza di direttiva sul trattamento delle scorie nucleari. Le norme comprendono sia i rifiuti delle centrali sia quelli degli impianti per la produzione di materiali per medicina o la ricerca: interessano perciò tutti gli Stati membri, anche quelli che non hanno centrali elettronucleari.
(Nessum commento.)



